Apps di successo in poche mosse

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Da uno studio della Commissione europea, entro il 2018 il business continentale delle applicazioni per smartphone potrebbe valere 63 miliardi di euro, il triplo rispetto ad oggi
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Esistono strumenti e nuove opportunità tecnologiche per riscuotere successo con un’app, a partire dall’indicizzazione delle applicazioni. Ecco cosa deve sapere uno sviluppatore per portare un’app in classifica

Indovinare il successo con un’app non è per niente facile: dipende dalla categoria, dalla fascia di prezzo, dal marketing e dal passa-parola. I download dagli App Store Mobili saliranno a quota 102 miliardi nel 2013, in crescita rispetto ai 64 miliardi del 2012. Le apps gratuite deteranno il 91% dei download complessivi del 2013, mentre gli acquisti in-app o in-app purchases (IAP) saliranno dall’11% del 2012 al 48% dei ricavi degli app store dal 2017. Gli acquisti in-app (IAP) traineranno il 17% del fatturato degli store nel 2013, per crescere al 48% nel 2017. Si prevede che gli app store combinati di iOS e Android deterranno il 90% dei download globali nel 2017. Inoltre gli utenti pagano solo se soddisfatti e gli sviluppatori devono lavorare sodo per guadagnare, scommettendo su un buon design e sulle prestazioni delle loro applicazioni.

Ma chi realizza apps deve tenere conto che è in atto la convergenza di quattro potenti forze: social, mobile, cloud ed informazione continuano a trainare il cambiamento e a creare nuove chance.

Tuttavia esistono strumenti e nuove opportunità tecnologiche per riscuotere successo con un’app, innanzitutto collegandola a un sito. Innanzitutto bisogna comprendere come viene utilizzato un sito Web tramite i social network (chi condivide determinato contenuto e attraverso quali canali). Shareaholic è uno  strumento prezioso di Web Analytics anche se è solo uno dei tanti strumenti a disposizione degli espertoni di usabilità per cercare di capire ed ottimizzare il funzionamento dei diversi canali della comunicazione digitale.

SimilarWeb invece, pur non offrendo dati quantiativi precisi ma solo approssimativi, sorprende per la precisione con cui misura l’andamento (trend), mentre la funzione App Indexing for Google Search riesce a stupire gli addetti ai lavori.

Permette di collegare il proprio sito Web alla corrispondente app in modo tale che quando emerge un determinato risultato di ricerca, l’utente finale abbia la possibilità di aprire anche l’app a cui fa riferimento il risultato nella serp di Google (serp significa Search Engine Results Page). L’indicizzazione delle apps rappresenta un’altra freccia al proprio arco che permetterà a Google di consolidare ulteriormente il suo primato nei mercati dell’OS mobili.

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Autore: ITespresso
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