Arriva la tecnologia di memorizzazione “eterna”

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Una ricaduta del cosiddetto progetto Rosetta è l’invenzione di un supporto di capacità quasi illimitata

Inventare un supporto capace di durare 10mila anni, quindi un’eternità. Questo è il principale obiettivo tecnologico del progetto Rosetta, che nasce con l’intento di conservare traccia delle lingue minacciate di scomparsa (dal 50 al 90% potrebbero sparire nell’arco di un secolo). Rosetta prende il nome dalla celeberrima stele rinvenuta dallo studioso Jean-François Champollion nel 1822 e utile per intepretare i geroglifici egiziani. Alla base c’è il progetto di realizzazione di un disco ipercapiente nell’ambito della fondazione The Long Now, il cui obiettivo è la creazione di una biblioteca che possa durare dieci secoli.

Il primo risultato dei lavori in corso è l’hard disk Rosetta, un supporto a base di silicio e nickel sviluppato dalla società Norsam Technologies. Il supporto può lavorare con registrazioni analogiche (ottiche) o digitali, resiste alla prova del tempo e degli elementi (campi elettromagnetici, forti variazioni di temperatura, acqua salata). La sua durata, al momento, non trova lontanamente paragone con i dischi in circolazione.

Norsam afferma che è possibile memorizzare un volume fra le 1.000 e le 100mila pagine per ogni supporto, che misura 7,5 cm di diametro. La memorizzazione analogica è raccomandata per evitare problemi di compatibilità, di standardizzazione e di obsolescenza dei formati di file e dei programmi informatici. Per il momento sono stati realizzati cinque prototipi, ciascuno dei quali costa 25mila dollari. Con il passare del tempo, tuttavia, il prezzo dovrebbe scendere e così l’hard disk Rosetta potrebbe trovare collocazione anche presso aziende e istituzioni.

Autore: ITespresso
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