Arte e contenuti digitali, al via Big Tent Roma 2013

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Arte e contenuti digitali, al via Big Tent Roma 2013
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Google ha organizzato la prima edizione di Big Tent Roma 2013. Il ministro dei Beni e delle attività culturali, Massimo Bray, chiede a Google di conciliare il rispetto del diritto d’autore, della tutela della privacy e dell’accessibilità universale dei contenuti digitali

Big Tent Roma 2013 cerca di dare una scossa al dibattito culturale italiano. L’Italia ha un tesoro, il suo patrimonio culturale, composto da 3617 musei, 1018 munementi, 129 siti archeologici (senza contare quelli subacquei) e 46.025 beni architettonici, 5668 beni archeologici e 47 siti Patrimonio del’Unesco. Ma tutti i musei pubblici italiani incassano meno del solo Louvre a Parigi. Un paradosso: nel 2011 si attestavano a 40 milioni i visitatori nei musei statali in tutta Italia, crollati del 10% nel 2012 a quota 36 milioni. Come far crescere il PIL italiano, partendo da questi dati? L’Economia digitale può fare da leva per rendere remunerativo il patromonio culturale e i beni architettonici italiani. Conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio artistico, è il primo passo da compiere, e l’IT è la strada obbligata. In questo scenario apre oggi Big Tent Roma 2013 presso l’Aranciera di San Sisto nella capitale. Si tratta di un dibattito sulla cultura e sull’era digitale organizzato da Google, il motore di ricerca che in Italia già ha permesso all’Archivio Storico dell’Istituto Luce di entrare in YouTube e alle nostre Biblioteche Nazionali di far parte del progetto di digitalizzazione dei libri grazie all’accordo di Google con il MiBac. Inoltre Google ha realizzato da anni Art Project, portando centinaia di musei online, grazie alla tecnologia di Street View: con foto ad alta definizione a 360 gradi in orizzontale e 290 gradi in verticale, zoomando sui dettagli, per immortalare residenze artistiche e musei, dalle strade virtuali di Pompei alle visite all’antica Roma in 3D fino agli Uffizi di Firenze.

Partecipano al dibattito Vint G. Cerf, uno dei padri fondatori del protocollo di Tcp/Ip e Internet Evangelist presso Google, il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Massimo Bray, il sottosegretario per l’Editoria e l’Attuazione del programma, Giovanni Legnini, e Mario Calabresi, direttore de La Stampa.

Il ministro Bray ha affermato che nell’era dei bit è essenziale rendere i contenuti digitali (e-content) accessibili a tutti nel rispetto del diritto d’autore e della tutela della perivacy: “Bisognerà riuscire a conciliare due esigenze: da una parte quella di allargare il pubblico di chi può usufruire di contenuti sul web, dall’altra quella di garantire un quadro di riferimento chiaro di regole che stabilisca quali sono i limiti di questa utilizzazione“.

Secondo Confindustria Cultura Italia il mercato degli e-content (contenuti digitali) è in crescita: “Negli ultimi tre anni sono aumentati di circa 3 milioni e mezzo i consumatori stabili di contenuti culturali attraverso le tecnologie digitali” ha detto Confindustria Cultura. Il 40% della popolazione italiana maggiore di 14 anni è disposta a pagare per consumare contenuti digitali. Confindustria Cultura Italia chiede però “che le Istituzioni supportino lo sviluppo di un’offerta legale di contenuti digitali che ancora oggi soffre di problemi a carattere strutturale  come la ridotta e non uniforme penetrazione della banda larga o la scarsa diffusione di pc e di informatizzazione nelle famiglie italiane“.

Arte e contenuti digitali, al via Big Tent Roma 2013
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Autore: ITespresso
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