Asianux alla ricerca di un partner sud coreano

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È stata rilasciata la versione 1.0 di Asianux, il sistema operativo Linux sviluppato dalla cinese Red Flag Software e dalla giapponese Miracle Linux e presto dovrebbe fare il suo ingresso nella partnership
anche un alleato sud coreano

Ha visto la luce Asianux 1.0, il sistema operativo Linux standardizzato per il mercato asiatico sviluppato dalla cinese Red Flag Software e dalla giapponese Miracle Linux. L’utilizzo di un ambiente operativo comune porta con sé diversi vantaggi, fra cui la possibilità, per gli sviluppatori, di creare applicazioni in grado di girare senza modifiche su più distribuzioni. Ad oggi sono più di 40 le aziende che hanno aderito al programma di certificazione: fra queste ci sono colossi come Nec, Hitachi, Trend Micro e Oracle. Quest’ultima, in particolare, ha intenzione di certificare la sua intera suite di soluzioni software per Linux. La certificazione permetterà alle imprese di implementare e ricevere completo supporto tecnico per tutte le ultime offerte di Oracle su Asianux, incluso Oracle database 10g, Application Server 10g, Collaboration Suite 10g e E-Business Suite. Oracle punta molto sulla diffusione di Asianux nel mercato asiatico: “L’obiettivo a cui punta Oracle è quello di supportare lo sviluppo di Linux nei mercati asiatici per fare in modo che i clienti possano beneficiare di una grande scelta di prodotti software e hardware usando Linux. Appoggiamo Asianux perché consente di creare un ambiente operativo Linux in Asia che potrebbe offrire soluzioni a basso costo, affidabili e sicure per le aziende della regione”, ha dichiarato Leugh Warren, vice presidente business development di Oracle Asia Pacific. Per partire realmente alla conquista del mercato asiatico, il progetto necessita però di un terzo alleato, un’azienda sud coreana. Finora i tentativi in questa direzione sono falliti, ma Chris Zao, il presidente di Red Flag, ha annunciato che sono in corso trattative e che entro preve auspica di poter annunciare un accordo con un partner sud coreano. L’iniziativa fa comunque seguito agli accordi intercorsi tra esponenti dei governi cinese, giapponese e sudcoreano per trovare un’alternativa open source al sistema Microsoft Windows definti nel corso di un incontro svoltosi lo scorso anno; altri due incontri sulla stessa questione sono stati schedulati entro la fine dell’anno.

Autore: ITespresso
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