Assinform: Il lento risveglio dell’IT

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Paolo Angelucci, presidente Assinform

Mentre aumentano, invece di accorciarsi, le distanze con il resto del mondo, l’IT registra segnali di ripresa. I dati Assinform 2010: bene Pc, boom di tablet e smartphone. La ricetta di Assinform per rendere l’IT una leva strategica di crescita

Archiviato il lungo inverno che dura dal 2009 (anno nero), passando per un 2010 ancora in negativo (a -1,4%), Assinform sente profumo di primavera: ma si tratta di segnali al rallentatore per l’Italia che non tiene il passo con il resto del mondo. Le stime per il 2011 prevedono una crescita dell’1,3%, in linea con la UE (in rialzo dell’1,2%), mentre si approfondisce il solco con il resto del mondo (trainato dai Bric soprattutto). Infatti mentre il resto del mondo corre al ritmo del 4,9%, e la Germania cresce del 2,6% e la Francia dell’1,5%, la lenta ripresa dell’IT italiano mantiene le distanze dai paesi più “veloci” e si ferma a poco più dell’un per cento, trainato soprattutto dal mercato Pc, e dal boom di smartphone e tablet. “Il ricorso all’innovazione tecnologica continua a rimanere in Italia un fenomeno troppo limitato dimensionalmente e sottovalutato in ambito politico e nei circoli decisionali e, perciò, incapace di funzionare, come avviene nei principali paesi, da leva strategica di crescita e produttività delle imprese, di efficienza e razionalizzazione della spesa pubblica”. E’ stato un grido di allarme, quello lanciato da Paolo Angelucci, Presidente di Assinform.

Il mercato italiano fotografa una forte diffusione di tecnologie: con una crescita del 2,8% fatturato hardware, dello 0,6% per il software middleware; il mercato Pc cresace a doppia cifra in rialzo del 15,7%, mentre i tablet venduti sono 428.000, gli smartphone raddoppiano a 4 milioni. Crescono anche gli accessi a banda larga del 6,9%, portando le famiglie connesse a banda larga a poco meno della metà: 49% sul totale. Il  fatturato dei servizi internet è in progresso del 7,4%.
Angelucci illustra la ricetta di Assinform per rendere l’IT una leva strategica di crescita: “Per far crescere il Paese e aumentare l’occupazione qualificata occorre sviluppare il made in Italy tecnologico a supporto dell’export e dell’innovazione dell’industria e dei servizi. Per questo chiediamo sostegno ai processi di aggregazione delle PMI (ndr: che compongono per oltre il 90% il nostro tessuto produttivo)credito d’imposta su ricerca e sviluppo, la diminuzione dell’Irap, e la piena e veloce attuazione del Codice dell’ Amministrazione Digitale, vera chiave di volta dell’ innovazione del paese”.

L’allarme del presidente di Assinform per il settore dell’Ict in Italia va interpretato in confronto rispetto allo scenario internazionale. Nel 2010, infatti, il mercato mondiale dell’Ict ha ripreso a crescere con un ritmo tornato ai livelli pre- crisi, passando dal – 1,5% annuo registrato nel 2009, al + 4,9% del 2010: l’It cresce del 4,4%, le Tlc del 5,1%, a fronte di una crescita del Pil globale di 5% . Numeri ben lontani in Italia, dove il mercato Ict arretra, pur contenendo le perdite: dal -4,2% del 2009 al -2.5% per un valore di mercato di 60.230 milioni di euro. A soffrire  sono le Tlc in declino del 3% (-2,3% nel 2009), mentre la domanda di It ha recuperato 6,7 punti percentuali,  rispetto al -8,1% del 2009, con un calo dell’1,4% nel 2010 pari a 18.430 milioni di euro. Aumenta il gap dell’Italia rispetto agli altri maggiori Paesi, il cui mercato, ad eccezione della Spagna, è tornato a crescere: il mercato IT è cresciuto in Germania del + 2,6%, in Francia dell’ 1,5%,  in  UK del +1,3%, a fronte di una media europea di + 1,2%. Nei Paesi extraeuropei il mercato IT è cresciuto in USA del + 5,1%, mentre il Giappone è fermo al palo con un incremento dello 0,9%, peggio dell’Italia. Ma vediamo i dati nel dettaglio, segmento per segmento.

Paolo Angelucci, Presidente Assinform
Paolo Angelucci, Presidente Assinform
Autore: ITespresso
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