Assinform: il mercato ICT soffre

Aziende

Secondo i dati del rapporto Assinform, l’Italia rimane il fanalino di
coda dell’Europa: l’informatica cala, le telecomunicazioni crescono
grazie soprattutto alla telefonia mobile

La convinzione che il 2003 sia stato, a livello mondiale, uno degli anni peggiori per il mondo ICT non è poi così vera. Dopo tre anni di caduta libera del mercato (che ha toccato il suo minimo nel 2000 con una crescita del 0,7%), l’informatica e le telecomunicazioni sono tornate a crescere del 3,2%, riallineandosi all’andamento del Pil mondiale. Ripresa che ha toccato in modo significativo Usa, Giappone, Cina, India e ha sfiorato lievemente l’Europa (cresciuta del 1,1%), dove solo la Spagna ha fatto un’ottima figura (+ 3,1%) e il Regno Unito si è difeso bene (+ 0,8%). L’Italia, tra i paesi del vecchio continente, rimane purtroppo ancora il fanalino di coda vuoi per l’andamento generale dell’economia, vuoi per l’atteggiamento prudente delle imprese verso gli investimenti. Il mercato, cresciuto solo di un risicato 0,1%, ha generato un giro d’affari di 60.281 milioni di Euro, grazie in particolare modo alle telecomunicazioni (40.885 milioni di Euro), in ripresa dell’1,8%, e non al comparto IT in calo del 3,2% rispetto all’anno precedente (19.396 milioni di Euro). Il segno meno precede tutti i dati IT:-5,6% per l’intero comparto hardware , nonostante le vendite dei personal computer siano cresciute del 9,8% arrivando ai 3.101.000 pc venduti e quelle dei notebook del 33,1%. Sono state le imprese a trainare la domanda, mentre gli acquisti delle famiglie si sono ulteriormente contratti (-5,4%) nonostante la riduzione dei prezzi dei prodotti in vendita. Ma il dato più preoccupante è il calo del software e dei servizi, per la prima volta dopo vent’anni (-2,2%) , soprattutto per la mancanza di nuovi progetti in ambito servizi mentre il software ‘ha tenuto’ grazie agli investimenti in alcune aree specifiche, coma la sicurezza, il CRM e la business intelligence (servizi ‘ 4%, software + 2,2%). L’unico segmento in crescita di questo comparto è stato l’outsourcing, che risponde alla domanda delle imprese di ridurre i costi di gestione e di limitare lo sviluppo di nuove applicazioni. La ripresa lieve delle telecomunicazioni si deve soprattutto al successo della telefonia mobile (+6,7% per un valore complessivo di 21.041 milioni di Euro) trainata dalla domanda dei singoli utenti: si è infatti verificato il sorpasso tanto atteso della telefonia mobile su quella fissa, in calo del 3% (per un valore di 19.844 milioni di Euro). Oggi le linee attive di telefonia mobile sono 56.770.000, il che significa che si contano 41,1 milioni di utenti effettivi di cellulari, che spendono annualmente per ogni linea 380,2 Euro, grazie soprattutto ai servizi non voce, SMS e MMS, che hanno generato un giro d’affari pari a 2.153 milioni di Euro. Questo potrebbe confermare per il 2004 la previsione che il traffico voce sarà per lo più su rete mobile, mentre il traffico dati si sposterà su rete fissa veloce, visto anche l’incremento del numero di utenti di banda larga. Cosa aspettarsi per il 2004? Secondo Assinform, alcuni segnali deboli arrivano dall’ultimo trimestre del 2003: molte delle 200.000 nuove imprese informatizzate nel 2003 hanno deciso di compiere questo passo verso la fine dell’anno, così come è avvenuto per gli utenti che hanno scelto la banda larga (dei 2.250.000 utenti del 2003, 687.000 si sono abbonati nell’ultimo trimestre); inoltre la diffusione massiccia di nuove tecnologie (quali per esempio videocamere digitali, notebook) potrebbero fare decollare nuovi mercati (home entertainment, home automation, mobilità business e individuale). Ma a una condizione, sostiene Assinform: occorre che tutti i soggetti ‘ imprese, individui, istituzioni, governo – percepiscano l’innovazione come uno strumento imprescindibile per la competitività e la sopravvivenza del Paese. Se così non fosse, l’Italia rimarrebbe al palo anche nel 2004. Scarica il file PDF con alcune slide del rapporto Assinform a destra

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