Assinform: innovare per crescere

Workspace

Nel primo trimestre del 2004, alcuni segnali di ottimismo fanno sperare in una leggera ripresa del mercato ICT. Ma c’è molta incertezza soprattutto per quando riguarda l’informatica.

Se nel 2003 il mercato informatico e delle telecomunicazioni è cresciuto in Italia solo di un misero 0,1%, le aspettative per il 2004 sembrano leggermente migliori. Lo sostiene Assinform che, stamane a Milano in occasione della presentazione del “Rapporto sull’Informatica, le telecomunicazioni e i contenuti multimediali”, ha delineato i trend del mercato ICT per quest’anno. Nei primi tre mesi, effettivamente, il mercato ICT nel suo complesso è cresciuto dell’1,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma purtroppo l’informatica mostra ancora un calo molto significativo, pari all’1,4%, che segnala la profonda incertezza del comparto. La crescita dell’intero settore ICT è attribuibile solo all’andamento positivo delle telecomunicazioni, soprattutto grazie ai servizi di telefonia mobile. “Purtroppo oggi la spesa in informatica non supera il 2% del Pil ” ha dichiarato Pierfilippo Roggero, presidente di Assinform ” contro il 3% di Germania, Regno Unito e Francia, e questo spiega la perdita di competitività e di dinamismo del nostro Paese”. Segnali positivi, però, secondo Giancarlo Capitani di NetConsulting, sono da leggere nell’aumento delle vendite dei pc e dei notebook (+22%), che evidenziano come stia cambiando il modello di organizzazione del lavoro e il profilo dell’utente che approccia le tecnologie; la crescita della larga banda (2.250.000 accessi in Italia); i dati dell’Italia in rete: il 33% della popolazione utilizza Internet in modo stabile; i servizi di e-government disponibili e il numero di utenti che ne usufruisce (il 24% della popolazione). “Ma purtroppo” ha sottolineato Capitani ” l’Italia non è ancora entrata nell’era della società dell’informazione: le imprese sono impegnate a consolidare le tecnologie e non ad utilizzarle per aumentare la loro competitività, inoltre sono 1.625.000 le imprese da 1 a 9 addetti non ancora informatizzate”. Ed è proprio dalle imprese che deve partire il rilancio dell’innovazione, anche se è necessario creare nuove regole per favorire gli investimenti.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore