Assinform: IT in caduta libera, ma il Web cresce a buon ritmo

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Paolo Angelucci, presidente Assinform

Assinform afferma che il segno meno dominerà il 2012: Ict – 2,5%, con le Tlc a -3,1% e l’IT a -2,1%. I numeri del Global Digital Market di Assinform registrano il declino dell’IT, mentre il Web cresce di oltre il 5%. Si allarga il divario con l’estero

Aspettando il Digitalia, la domanda IT crolla a -4,1%, trascinata dalla pesante flessione dell’hardware, passato da +2,8% a -9% e dal grande freddo nel mercato Pc a -17,5%. Le Tlc a -3,4% vedono in netto calo la telefonia mobile – 4,7%. Complessivamente l‘ITC registra un declino del 3,6%. Lo riporta Assinform che per il 2012 prevede una lieve rimonta, ma non una riscossa tale da compensare le perdite. Il segno meno dominerà il 2012: Ict – 2,5%, con le Tlc a -3,1% e l’IT a -2,1%.

In questa saga di segni meno si distingue il comparto legato al Web, misurato nel Global Digital Market, la nuova visione analitica dell’Ict per leggere i nuovi scenari di mercato. Sotto questo punto di vista, il tradizionale Ict segna un calo a – 2,5%, ma le componenti innovative registrano un incremento del +6,7% . In particolare, corrono a tripla cifra i tablet a + 124,8%, sono in pieno boom gli e-reader in crescita del + 718,8%, proseguono la loro galoppata gli smartphone con un incremento del + 33,6, vanno bene i contenuti digitali + 5,8%, si mantiene a doppia cifra la pubblicità online + 12,5%, e il software applicativo si dstingue con un dignitoso + 1,7%. Il mercato globale nel 2011 totalizza 69.313 milioni di euro, con una tendenza 2012 di leggero calo a -1,0%.

Invece non solo non viene colmato, ma si allarga  il divario con l’estero, dove l’Ict cresce del 4,3% , le Tlc aumentano del +5,7%, l’It +2,4%. “Nel 2011 il mercato italiano dell’Ict, nelle sue componenti tradizionali – hardware, software e servizi – ha subito un’ulteriore contrazione dell’ordine di -3,6% rispetto all’anno precedente. Questi dati, a fronte di un aumento medio mondiale della domanda di Ict di + 4,4%,mettono in luce in modo drammatico dove si concentrano le difficoltà di ripresa della nostra economia, che fa ancora troppa, estrema, fatica ad agganciarsi all’innovazione digitale come motore della crescita” ha esordito il presidente di Assinform Paolo Angelucci,fotografando i risultati emersi dal 43° Rapporto Assinform relativi alle performance del settore Ict nel 2011, presentato  questa mattina a Milano. Al convegno hanno preso parte, Giancarlo Capitani di NetConsulting, Paolo Donzelli del Dipartimento per la digitalizzazione della PA e l’innovazione tecnologica, Paolo Gentiloni, deputato Pd,  Alberto Meomartini presidente di Assolombarda, Antonio Palmieri deputato Pdl.

Mentre l’Italia approfondisce il gap con il resto del mondo, negli USA l’It cresce del +3,1% (+ 5,1 nel 2010), in Germania del + 2,3% (+ 2,6% nel 2010); invece sono in affanno la Francia  a + 0,3%, l’ Uk – 0,7%, peggio di noi la Spagna con – 5,3%, per una media europea che nel 2011 non è andata oltre il + 0,5%. Ma la distanza sull’innovazione fra l’Italia e i principali paesi si va allargando, visto che, sempre nel 2011, il rapporto Spesa It/Pil per gli Usa è stato del 4,2%, per la Francia 3,4%, per la Germania e l’Uk 3,3%, mentre l’Italia, come la Spagna, si ferma all’1,8%.

Per fortuna alcune componenti legate al Wev vanno in controtendenza: “C’è, tuttavia, una buona notizia – ha proseguito Angelucci – al calo della domanda Ict tradizionale, si sta contrapponendo l’emersione di un nuovo perimetro del mercato digitale, che tende ad ampliarsi in virtù della crescita delle componenti più innovative, legate alla penetrazione del web, allo sviluppo del cloud, all’Internet delle cose, all’uso di tablet, e-reader e smartphone. In questa nuova dimensione, frutto della convergenza sempre più stretta fra tecnologie informatiche e di telecomunicazione, che viene presentata quest’anno per la prima volta quest’anno dal Rapporto Assinform come “Global Digital Market”, il volume d’affari raggiunto nel 2011 è stato di 69.313 milioni di euro, con un trend negativo più attenuato, dell’ordine di – 2,2 % rispetto al 2010. In realtà, mentre recessione, credit crunch e necessità di risanamento di bilancio, stanno penalizzando in modo sempre più grave gli investimenti in innovazione, l’Ict  italiano si trova alle soglie di un cambiamento di natura strutturale, in linea con le tendenze mondiali, chesta trasformando e diversificando il settore moltiplicandone  le potenzialità”.

Per questo motivo Assinform chiede una strategia a doppio binario per valorizzare, da una parte, le potenzialità emergenti nell’Ict  riportando il settore sulla via della crescita, e dall’altra creare un quadro istituzionale favorevole all’innovazione.

Paolo Angelucci, presidente Assinform
<p>Paolo Angelucci, presidente Assinform</p>
Autore: ITespresso
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