Assinform denuncia la strategia della lumaca nella digitalizzazione della PA

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La spesa ICT complessiva della PA Centrale e Locale tra 2007 e 2013 mostra un declino medio annuo prossimo ai 3 punti percentuali, addirittura del 4,3% nel 2012. Il grido di allarme di Assinform che vede la digitalizzazione della PA italiana procedere a passo troppo lento

Bonus da 30 mila euro per usare l’email, la posta elettronica. Uno strumento di comunicazione elettronica, datatissimo nell’era di chat, apps e Instant messaging (IM), viene spacciato come se fosse l’ultima novità in fatto di produttività. Usare l’email a Palazzo Chigi meriterebbe premi di rendimento per i dirigenti di prima fascia della Presidenza del Consiglio, che vanno dai 26.600 euro e i 31.600. Lo denuncia Federico Fubini su La Repubblica. In questo contesto, non deve stupire il grido di allarme di Assinform che vede la digitalizzazione della PA italiana procedere a passo di lumaca, a un ritmo troppo lento.

“La Pubblica Amministrazione italiana è in forte ritardo sul fronte della digitalizzazione. La spesa continua calare, si investe sempre meno e permane una frammentazione nell’uso e nell’allocazione delle risorse che non consente di fare sistema. Troppe iniziative sono annunciate e tardano ad essere avviate. I vincoli di bilancio sono noti, ma non si interviene ancora sulla tipologia della spesa, superando i tagli lineari. Non si guarda alla spinta che potrebbe dare  la collaborazione pubblico-privato in chiave di project financing. Pur riconoscendo gli sforzi che sono stati fatti, bisogna rendersi conto che è necessario fare di più, meglio e in tempi più brevi” ha dichiarato Elio Catania, Presidente Assinform, alla presentazione del 2° Osservatorio Assinform sull’ICT nella Pa, avvenuta oggi a Roma alla presenza di Francesco Caio (Coordinatore Agenda Digitale), Domenico Casalino (AD Consip), Agostino Ragosa (DG Agenzia per l’Italia Digitale), Paolo Gentiloni e Linda Lanzillotta (Vicepresidente del Senato). Anche il Ministro Beatrice Lorenzin ha mostrato interese per l’importanza che riveste l’Agenda Digitale nella Sanità.

Dall’indagine dell’Osservatorio, realizzata da Assinform con NetConsulting e Netics,  il sostegno di Dedagroup, InfoCamere, Postecom, Telecom Italia e la collaborazione dell’Agenzia per l’Italia Digitale e Consip, emerge che la spesa ICT complessiva della PA Centrale e Locale tra 2007 e 2013 mostra un declino medio annuo prossimo ai 3 punti percentuali, addirittura del 4,3% nel 2012, quando è crollata  a 5.422 milioni di euro al netto delle spese per il personale e dell’IVA.  In più è cresciuta la quota del budget corrente sul complessivo, a spese di quella per investimenti. Quest’ultima, è risultata in flessione nel 2012 nella PA Centrale al 40,5% per l’IT e al 14,3% per le TLC, nelle Regioni rispettivamente al 26% e al 18,1%, nei Comuni e nelle Province a quote ancora inferiori (compresi tra i 12,5% e il 14% e tra il 9% e il 7%); in controtendenza sono la Sanità.

Il livello di integrazione applicativa e delle basi dati risulta ancora scarso: gli Enti della PA Centrale (PAC) nel 58% dei casi non hanno basi dati integrate con gli altri Enti della PAC e nel 90% dei casi con le Amministrazioni Locali. E questo causa l’elevata frammentazione dei data center: ben 4.000 su tutto il territorio italiano, con conseguenti duplicazioni di basi informative, spreco di capacità di elaborazione e problemi di interoperabilità e standardizazzione. E se è vero che importanti progressi si sono fatti sul fronte dei servizi on line ai cittadini e alle imprese,  resta il fatto che manca una visione integrata nell’erogazione dei servizi, ancora spesso limitata al download della modulistica da compilare. Eccezioni ed eccellenze esistono per alcuni Enti, come Inps e Agenzia delle Entrate, mentre a livello Locale nei Comuni, l’utilizzo online supera il 50% delle pratiche totali solo per sport, cultura e pratiche edilizie.

Invece il commissario all’Agenda digitale Francesco Caio ha individuato tre priorità per condurre in porto l’Agenda Digitale: dall’identità digitale all’anagrafe dei residenti, fino alla fatturazione elettronica: “Gli investimenti per l’ammodernamento della Pubblica Amministrazione devono avere assoluta priorità nell’Agenda politica del Governo per tre ragioni fondamentali. La prima è che essi sono l’unica leva concreta per aumentare l’efficienza e il valore aggiunto creato dalla PA senza distogliere le risorse dalle iniziative di rilancio dell’economia; la seconda è che essi sono il motore di cui necessitiamo per indurre la digitalizzazione del Paese attraverso gli standard dei servizi evoluti a cittadini e imprese; la terza è che tali investimenti,  in una fase di mancata crescita dell’economia, sono essenziali per la vitalità e lo sviluppo di un’industria, qual è quella dell’ICT, di assoluta rilevanza strategica per il nostro Paese. Ben vengano le tre priorità individuate nell’ambito dell’Agenda Digitale Italiana (identità digitale, anagrafe unica e  fatturazione elettronica) purché si metta una marcia in più e soprattutto si passi dalle Agende ai progetti esecutivi con responsabilità chiare e tempi attuativi ben identificati.” ha concluso il Presidente di Assinform, Catania.

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Assinform: Troppo lenta la digitalizzazione della PA
Autore: ITespresso
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