Assintel loda le performance economico-finanziare dell’IT

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Il ROI delle aziende di Software e Servizi è superiore ai dati Mediobanca ma la leva finanziaria è ancora poco utilizzata. Focus su Tesoreria e Analisi dei costi: anche così si esce dalla crisi

Buone performance per il ROI delle società di Software e Servizi italiane: +9,30% p er i System Integrator e +11,90% per gli Independent Software Vendor, nonostante i diffusi cali di fatturato registrati negli ultimi mesi del 2008 e nel 2009. Questo dato positivo emerge dalla Ricerca condotta da Nextvalue per conto di Assintel– l’associazione nazionale delle imprese ICT aderente a Confcommercio – sui bilanci di un campione di 200 imprese di Software e Servizi IT, relativi all’anno 2008. Il dato è ancora più positivo se confrontato con i risultati economico-finanziari emersi dall’indagine Mediobanca su 2.022 società del Made in Italy: lì il ROI è sì positivo (+7,80%) anche se in leggera flessione rispetto al 2007, ma in termini assoluti è inferiore a quello delle aziende IT.

Il trend nel 2009 rischia però di peggiorare. “Queste performance del 2008 risentono ancora del positivo andamento della domanda IT”, dichiara Alfredo Gatti, managing partner di Nextvalue. “Il sentiment attuale di molti Imprenditori è cambiato radicalmente. Vi è la consapevolezza di risultati in decrescita e che il periodo da qui a fine primo trimestre 2010 sarà ancora duro per le imprese di software e servizi IT italiane, in attesa che la ripresa economica rimetta in moto il ciclo degli investimenti”.

Lo scenario cambia drasticamente quando si passa ad analizzare il ROE (return on equity) ovvero la redditività del capitale proprio. Le performance delle società di Software e Servizi registrano un pesante segno negativo (-0,2% per le SI e -0,3% per gli ISV nel 2008), in ulteriore diminuzione rispetto al 2007 e in evidente controtendenza rispetto al ROE dell’indagine Mediobanca (+7,2%, solo in lieve calo rispetto al +8,8% del 2007).

Questo gap profondo dell’IT nostrano è dovuto ad un eccessivo ricorso all’indebitamento con il sistema bancario (a breve e medio/lungo termine) che incide negativamente sulla gestione finanziaria delle aziende IT, generando l’innalzamento degli interessi passivi. Se a questi si sommano gli effetti non sempre positivi delle gestioni straordinarie e il peso degli oneri tributari, si comprende bene l’impossibilità per le aziende di software e servizi italiane di autofinanziarsi, reinvestendo il valore e le risorse create dalla gestione tipica nelle attività core dell’impresa.

Le difficoltà nella gestione degli aspetti finanziari, di tesoreria e di controllo di gestione delle aziende IT sono ampiamente confermate anche dal Leverage (Totale attività/Patrimonio Netto), l’indice che esprime l’equilibrio tra capitale proprio e capitale di terzi impiegato in azienda (più è alto il valore, peggiore è la performance)

Se le aziende del Made in Italy rilevate da Mediobanca fanno rilevare un ottimo Leverage (1,45 solo in lievissimo peggioramento rispetto all’anno precedente), le nostre società di Software e Servizi hanno performance molto negative: 7,7 per gli ISV (più che raddoppiato rispetto al 3,5 dell’anno precedente) e 5,3 per i SI (in lievissimo miglioramento rispetto al 6,0 del 2007).

La mancanza di una cultura di corretta gestione finanziaria porta alla distruzione del valore accumulato con la buona gestione caratteristica del proprio business. A pesare sono l e scelte non corrette di reinvestimento degli utili ed un mancato utilizzo della leva finanziaria, in uno scenario peggiorativo per ciò che concerne il credit crunch”, sostiene Alfredo Gatti.

Sulla stessa lunghezza d’onda Giorgio Rapari, Presidente di Assintel: “La nostra imprenditorialità IT ha oggi l’opportunità di fare un vero salto di qualità, portando all’emersione i best in class e modellando quanto di meglio offre il Made in Italy anche in termini di gestione finanziaria”.

Autore: ITespresso
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