Assintel: PMI bolognesi e sistemi informativi e gestionali; stabili gli investimenti

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Illustrati i risultati di un’indagine Assintel condotta su un campione di circa 300 medie imprese della provincia di Bologna, rilevando il livello di automazione raggiunto, i sistemi in uso e gli sviluppi previsti

Milano . Con il patrocinio del Comune di Bologna e di Lega Coop Bologna e la collaborazione di Asca, Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale, si e’ tenuto ieri a Bologna la seconda tappa del Road Show Assintel dedicata ai Sistemi Informativi e Gestionali per le PMI. Durante il convegno sono stati illustrati i risultati di un’indagine Assintel condotta su un campione di circa 300 medie imprese della provincia di Bologna, rilevando il livello di automazione raggiunto, i sistemi in uso e gli sviluppi previsti. La ricerca si colloca all’interno di un filone sviluppato da Assintel nel corso del 2003 che ha coinvolto le PMI di tutte le aree d’Italia e ha avuto l’obiettivo di identificare l’andamento degli investimenti IT previsti dalle PMI, attraverso un’analisi dello scenario sia nazionale sia internazionale. L’indagine, si legge in una nota, e’ stata condotta nei mesi di maggio e giugno 2003 su un campione di 251 PMI e 46 operatori dell’offerta dell’area di Bologna e provincia, attivi prevalentemente nell’ambito software e servizi. La ricerca ha la finalita’ di identificare il livello degli investimenti previsti dalle PMI per quanto concerne l’IT. In particolare, l’analisi valuta se le PMI hanno implementato dei software gestionali, qual e’ l’impatto di Internet sui processi aziendali, il grado di apertura delle PMI per la condivisione dei dati e delle informazioni rispetto al mercato di riferimento, infine le funzionalita’ di eCommerce implementate in azienda. Dove disponibili, sono stati integrati i risultati di altre ricerche recenti focalizzate sia sulla domanda sia sull’offerta, per permettere di sviluppare considerazioni qualitative e quantitative rispetto ai due lati del mercato. Gli andamenti del mercato ICT hanno evidenziato una crescita discontinua, tanto da influire non solo a livello di risultati, ma anche in termini di sviluppo. Il divario esistente tra Europa e USA va progressivamente allargandosi. Dalla ricerca condotta si e’ rilevato come per la PMI italiana gli investimenti in IT nel corso del 2003 non avranno sostanziali modifiche rispetto allo scorso anno. In particolare, il 51,4% delle PMI dell’area di Bologna e provincia intervistate (focus di questa analisi) afferma che investira’ risorse in IT in misura uguale, mentre per il 24,0% inferiore rispetto al 2002. Questi dati ci evidenziano come, in sostanza, non si registrera’ una sostanziale variazione degli investimenti rispetto al 2002 per le PMI di Bologna e provincia, il 75,4% infatti non li incrementera’. Alla base di questo comportamento c’e’ una mancanza, da un punto di vista dell’offerta, di grandi temi che possano rinvigorire gli investimenti IT delle PMI e che portino a replicare i tassi di crescita a due cifre gia’ sperimentati nel settore. L’investimento scaturisce infatti da nuove esigenze nate dalla crescita dell’impresa e dall’arena competitiva in cui opera. Dal punto di vista della domanda, e’ da sottolineare che il 43,8% delle PMI bolognesi intervistate (il 52.7% a livello Italia) ha affermato che tra le ragioni che hanno frenato gli investimenti in progetti eBusiness vi e’ soprattutto un mancato riconoscimento del valore che la soluzione puo’ portare all’azienda. Questo fatto e’ in parte riconducibile ad una carenza culturale sia in merito alle opportunita’ offerte dalle soluzioni esistenti sia della mancanza di una valutazione oggettiva del ritorno dell’investimento. Il risultato e’ in linea con quanto evidenziato dalle stesse software house: oltre alla presenza di budget limitati che comportano il rinvio nel tempo dell’investimento, vi e’ una difficolta’ correlata al livello di maturita’ dell’interlocutore. Le resistenze culturali sono tra le ragioni che frenano l’adozione delle nuove tecnologie, a meno che il fornitore non sia in grado di dimostrare il ritorno dell’investimento che sta proponendo al proprio cliente. Peraltro il ruolo marcatamente consulenziale che viene attribuito ai fornitori di ICT dal 54,7% delle PMI (dato in linea sia per quanto concerne l’area di Bologna e provincia, sia a livello Italia) fa comprendere come le prospettive di crescita potranno essere colte soprattutto dagli operatori la cui offerta e’ in grado di soddisfare questa esigenza. Quanto piu’ gli operatori si proporranno come solutori di problemi, in virtu’ della conoscenza sviluppata sul settore e sui processi relativi all’azienda, tante piu’ opportunita’ di indurre ad investire la PMI avranno. StudioCelentano.it

Autore: ITespresso
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