Assintel valuta l’impatto della crisi IT sulle risorse umane

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La crisi accentua il lavoro atipico, mentre il taglio di costi e tariffe pesano sulla fuga di talenti e di competitività per tutto il settore. Il grande freddo per retribuzioni, formazione, percorsi di carriera, divario di genere

Dall’Osservatorio 2010 Assintel emerge lo stallo degli stipendi per il 90% delle aziende IT e retribuzioni 2010 ferme (crescono meno dell’1,5%). Il divario di genere è forte: in media le donne dirigenti percepiscono buste paga più leggere del 22% rispetto ai colleghi maschi, e del 6% per i livelli impiegatizi. Continua anche il divario geografico: al Nord gli impiegati IT  hanno stipendi più alti del 19%.
Con un crollo del 4,4%, la formazione è in caduta libera: il 77% delle piccole aziende IT non fa formazione e il 78% non ha percorsi di valutazione del personale.
Inoltre da sottolineare è il declino delle tariffe professionali IT. A registrare record negativi sono i Programmatori, venduti a 237 euro al giorno (-3%) e i Capi Progetto (532 euro al giorno, -5%).

La flessione persistente del mercato e delle tariffe professionali IT, la ricontrattazione degli ordini, il taglio dei costi, sono i fattori più evidenti che la crisi economica sta accentuando nell’Information Technology, un mercato che oggi punta alla sopravvivenza ma senza visione strategica. A farne le spese sono però i “talenti”, che invece costituiscono l’asset della competitività del settore.

Questi dati dell’Osservatorio dei profili professionali nell’IT di Assintel, l’associazione nazionale delle imprese ICT, offrono uno spaccato aggiornato al 2010 dell’impatto della crisi economica sul mercato IT dal punto di vista delle risorse umane. A fianco di Assintel la Camera di Commercio di Milano, che per la prima volta ha sostenuto il progetto, e i partner di contenuto: IDC, GiGroup e OD&M, AICA, itSMF.

Per la prima volta alla tavola rotonda con i sindacati hanno partecipato le tre confederazioni di settore al completo: Franco Martini, Segretario Generale Filcams/CGIL, Pierangelo Raineri, Segretario Generale Fisascat/CISL, Brunetto Boco, Segretario Generale UILTuCS/UIL, e, da parte della controparte imprenditoriale,  Francesco Rivolta, Presidente della Commissione Lavoro di Confcommercio che sta lavorando alla piattaforma di rinnovo del CCNL Terziario. “Ci troviamo di fronte ad una sfida epocale: essere capaci di autoriformare il contratto di lavoro per dare risposte utili alle imprese e ai lavoratori, oppure rimanere ancorati a logiche che non rappresentano culturalmente i nuovi settori legati all’innovazione e alla tecnologia”, ha detto Giorgio Rapari, Presidente di Assintel. “In questo tavolo è emersa la disponibilità a lavorare verticalmente nel perimetro del CCNL del Terziario per dare dignità alle nuove professioni IT e per integrare un concetto sano di flessibilità, innestando le innovazioni su quanto di eccellente già esiste, come il welfare contrattuale. Occorre inoltre uno sforzo di lungimiranza per includere tanto le professioni di oggi quanto quelle di domani, muovendosi con tempistiche veloci per non rischiare di sgretolare la propria rappresentatività così come sta avvenendo sul fronte auto”.

Giorgio Rapari, Assintel
Giorgio Rapari, Assintel
Autore: ITespresso
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