Assodigitale promuove l’industria digitale italiana

Aziende

Il mercato dei contenuti digitali è destinato a superare gli 8 miliardi di euro nel 2005 in Italia. Con un indotto di tre volte tanto

Se il nocciolo duro della spesa per i contenuti digitali (abbonamenti, carte prepagate, pay-per-view per televisione digitale e terreste, CD, DVD, giochi digitali, contenuti distribuiti su Internet e telefonini) sarà di 8 miliardi di euro nel 2005, l’indotto che verrà generato da questo mercato per l’acquisto di tutto ciò che serve per la fruizione dei contenuti, dal pc alle infrastrutture, sarà di ben 3 volte tanto: 25 miliardi di euro. La cifra è di quelle “forti”, la fonte è Assodigitale, associazione italiana operatori media digitali, che raccoglie tra i suoi soci editori, aziende di hardware e di software, carrier di telecomunicazioni. “Il mercato digitale presenta tassi di crescita del 20-25% per i prossimi tre anni ? ribadisce Michele Ficara Manganelli, presidente dell’associazione ?. Il digitale è la chiave di volta per creare nuove opportunità di lavoro, è la nuova leva economica per rilanciare il Paese. Ovviamente il mondo digitale non può essere ricondotto solo al digitale terrestre, di cui tanto si è dibattuto negli ultimi mesi con la legge Gasparri”. Un primo passo: spingere perché il Governo e il Parlamento riesaminino l’aliquota Iva

sui contenuti distribuiti su canali digitali. “Una notizia non è soggetta a Iva se fruita su Tv analogica ? precisa Manganelli -, è soggetta a Iva ridotta del 4% se è su carta, ma è gravata da una aliquota del 20% se distribuita via Internet o via telefonia mobile. Questo è una vero paradosso, che non incentiva la diffusione della cultura digitale”. Ne beneficerebbero individui, aziende, famiglie e istituzioni.

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