Assoprovider contro il Beauty Contest

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Telecom Italia investirà 2 miliardi di euro in LTE

Esposto alla Corte dei Conti da parte di Assoprovider, associazione di operatori del settore media e Tlc, contro l’assegnazione delle frequenze Tv. La gara aperta porterebbe nelle casse dello Stato una cifra notevole: a partire da 2,4 miliardi di euro

La scelta del Beauty Contest, al posto dell’adozione di un procedimento di gara aperto alla libera concorrenza , potrebbe determinare un danno erariale, visto che l’assegnazione delle frequenze Tv con una gara porterebbe nelle casse dello Stato una cifra notevole, stimata in 2,4 miliardi di euro, che potrebbero salire a 16 miliardi di euro. Per questo motivo Assoprovider ha denunciato il Beauty Contest alla Corte dei Conti. L’sposto è stato depositato dall’associazione di operatori del settore media e Tlc, rappresentata dall’avvocato Fulvio Sarzana, alla Procura regionale del Lazio della Corte dei Conti. In gioco è l’assegnazione di frequenze televisive dopo lo switch-off, il passaggio dall’analogico al Digitale terrestre.

L’Agenda Digitale UE spinge a sviluppare reti a banda larga senza fili 4G (la quarta generazione con WiMax o Long Term evolution – LTE) sfruttando la banda ad 800 MHz. E’ l‘era Mobile a richiedere il 4G, ovvero il passaggio alle reti di quarta generazione, per i servizi innovativi di prossima generazione (dal videogame alla telemedicina, ai video eccetera). L’asta WiFi ha fruttato in Italia 3,9 miliardi di euro, ma ha poi l’ex governo ha scelto il Beauty Contest per il resto delle frequenze. La banda larga mobile sta compiendo un balzo in avanti: in Italia è passa dal 19% del 2010 al 47% del 2011. A livello europeo, nel 2011 il 47% delle aziende aveva un accesso ad internet mobile, rispetto al 27% del 2010.

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Assoprovider contro il Beaty Contest

 

Assoprovider teme che, in caso di aggiudicazione con questi criteri di gara, l’assegnazione dei pacchetti di frequenze, possano premiare i soggetti “più meritevoli” secondo i parametri selezionati dal ministero dello Sviluppo, senza che lo Stato veda entrare altri euro nelle sue casse. Di fatto il concorso è riservato ad operatori televisivi italiani verticalmente integrati. Ma l’avvocato Fulvio Sarzana ha chiesto al ministero dello sviluppo un’ istanza di ritiro immediato del bando di gara e del Beaty Contest.

Autore: ITespresso
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