Assoprovider: gli Isp non diventino cyber-poliziotti

CyberwarSicurezza

Assoprovider, nell’audizione presso il al Comitato Tecnico contro la Pirateria Digitale e Multimediale, ha ribadito di non volere che venga stravolto il nostro ordinamento giudiziario, a favore della tutela dei diritti di proprietà intellettuale

Assoprovider nella Audizione presso il Comitato Tecnico contro la Pirateria Digitale e multimediale ha sottolineato che non può essere stravolto il nostro ordinamento giudiziario per lottare contro la pirateria: principi come la presunzione di innocenza e l’attribuzione del potere giudiziario esclusivamente alla magistratura, sono i fondamenti del nostro ordinamento giuridico e non possono essere violati per favorire la tutela dei diritti di proprietà intellettuale.

Assoprovider ha ribadito che gli Internet Service Provider (Isp) sono equiparabili a dei semplici trasportatori di dati ed ad essi non sono attribuibili poteri di polizia (cyber-cop) o di giudizio sull’operato dei cittadini in internet.

Assoprovider si riferisce all’ Emendamento D’Alia al Ddl sulla Sicurezza , al Ddl Carlucci e al Ddl Barbareschi . Spiega l’associazione provider: “Le conseguenze derivanti dall’applicazione di tali disegni di legge sarebbero gravissime: perdita di diritti civili e costituzionali, adozione di pratiche di censura, obblighi identificazione preventiva, attribuzione di compiti di polizia ad entità private“.

Lunedì si è svolto il secondo round di audizioni presso il Comitato Antipirateria. Seppure con accenti e sfumature diverse, le associazioni ed aziende del settore dei contenuti, hanno chiesto che l’Italia guardi alla Francia, dove sulla cosiddetta Dottrina Sarkozy si sta stringendo: infatti la legge dei “tre colpi”, sta per diventare Legge in Francia.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore