Manovra: Asta Wifi verso i 3 miliardi di euro, l’Iva balza al 21%

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Facciamo il punto sull’asta WiFi: ampiamente superato il traguardo di 2,4 miliardi di euro. Merito della febbre da Lte e 4G nell’era Mobile. Intanto l’Iva sale di un punto percentuale per effetto della manovra economica

Per il governo, che deve affrontare lo tsunami finanziario a causa della tempesta sui Bot, è una piccola buona nuova. L’asta Wifi non è stata un flop, anzi, veleggia verso i 3 miliardi di euro, oltre i 2,4 miliardi di euro messi in bilancio. Lo spettro flop è stato scongiurato, nmerito del successo del Mobile e dell’accelerazione dell’era Post-Pc. Tredici diverse tornate con 16 rilanci hanno fatto il miracolo: un incremento totale di 630.492.329 euro rispetto alle offerte iniziali, pari a un incremento di 407 milioni di euro rispetto a venerdì. Il tuttoper acquisire blocchi di frequenze in banda 800 e in banda 2600. La quarta giornata di asta per l’assegnazione delle frequenze in banda 800, 1800, 2000 e 2600 ha dunque portato in cassa 2.933.599.493,60 euro. Aspettiamo la fine della quinta giornata per rifare il punto.

Ma se l’asta Lte genera il suo dividendo digitale, il mondo hi-tech deve registrare l’incremento dell’Iva. L’Iva aumenta di un punto percentuale al 21%. L’aumento dell’Iva di un punto percentuale porterà ad un lieve incremento dei prezzi hi-tech, che avevano l’Iva al 20%.

Autore: ITespresso
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