Asus: spalle larghe nel consumer, forte impulso al commercial

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Asus crede nel mercato professionale e delle pmi e intanto con Zenfone 2 completa il portafoglio dei device per un’offerta di computing a tutto campo. La strategia e la tattica per il 2015

Milano Design Week, anche quest’anno è l’occasione per incontrare il management Asus che si presenta per la prima volta in Italia, a questa manifestazione, con la collezione di prodotti per il computing al gran completo, anche in ambito mobile, grazie ai nuovi smartphone Zenfone 2 che ora sono disponibili anche nel nostro Paese.

Asus, la strategia

Il concept di quest’anno, Zensation, richiama evidentemente la filosofia Zen che, nella realizzazione dei prodotti Asus significa saper integrare armoniosamente tecnologia e vita. La concretezza invece della strategia di Asus ce la racconta Andrea Galbiati, country manager in Italia che così esordisce: “Siamo stati tra i primi vendor a partecipare a Design Week, perché la ricerca del design – tutta interna in Asus – è un vero punto di forza. Se invece parliamo di risultati, la soddisfazione per il 2014 è confortata dai numeri: siamo cresciuti del 10 percento a livello worldwide rispetto al 2013, con un fatturato complessivo di 14 mld e mezzo. Nel 2014 abbiamo iniziato a distribuire i primi smartphone in oriente, li abbiamo portati in Italia, ora rilanciamo con Zenfone 2”.

Asus, player novello nel mercato smartphone, conferma però anche le ambizioni da protagonista nel mercato classico di notebook e tablet (è qui nei tablet il 25 percento di market share, dati Gfk), e il 2014 ha segnato di nuovo la crescita con +20 percento nel comparto notebook, dove Asus ha fatto ancora meglio se si guarda alla fascia medio alta.

Andrea Galbiati
Andrea Galbiati, country manager Asus Italia

Galbiati riprende: “Sì, c’è un vivo interesse nella fascia medio alta dei laptop, con gli ultraslim, gli ultraleggeri, i trasformabili. Mentre per i tablet siamo ora al top, e prevediamo una lenta erosione a partire dall’anno prossimo. Ci conforta per questo l’entrata decisa nel mercato smartphone (il mercato vale a livello mondiale 1,5 mld di pezzi e in Italia circa 16 mln)”. Nota chiave: in Italia Asus vede una buona ripresa del mercato grazie a partner professionali e capaci di investire, che hanno richiesto aree dedicate al brand Asus in diversi punti vendita. Insomma, nella soddisfazione di Galbiati meritano una segnalazione particolare le aree business degli Asus Shop.

Asus, la tattica

Fabio Capocchi è Regional Business Manager Europe per Asus e dalla strategia passa a declinare le mosse tattiche. Certamente Zenfone, e quindi gli smartphone, sono un’ arma importante nei piani taiwanesi, ma Asus per tutto il 2015 spingerà molto il commercial: andiamo con ordine.

A marzo 2014 il lancio a Taiwan di Zenfone ha colto di sorpresa Asus che aveva una capacità produttiva di appena 10mila pezzi mese (come per i Padfone). Tra aprile 2014 e febbraio 2015, l’azienda è riuscita a spedire 10 milioni di unità. Oggi Asus spedisce 3 milioni di unità al mese, in base alla tipicità dei mercati. A Taiwan Asus è leader, va benissimo in India, bene nel sud est asiatico. Non solo, da un marketing di prodotto per assemblatori, con Zenfone, Asus si è data un obiettivo ambizioso: produrre un grande smartphone a un prezzo equilibrato, senza compromessi estetici. Missione possibile grazie a 5mila unità dedicate esclusivamente allo sviluppo. Missione che ha reso concrete le possibilità di proporre smartphone anche nel mercato europeo

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Fabio Capocchi è Regional Business Manager Europe per Asus

 

Noi ne abbiamo già parlato nelle nostre anteprime a MWC 2015 e nella prova sul campo proprio di Zenfone 2, distinguendo bene i tre modelli della proposta. Qui proviamo a riportare qualche previsione Asus. Il modello Zenfone 2 top di gamma è stato preferito in oriente (Taiwan e Cina) , rispetto agli altri, i panel Gfk vedono però una focalizzazione sul modello da 249 euro. Galbiati azzarda: “Siamo una startup in Italia se parliamo di smartphone, ma stiamo applicando il nostro dna a questo device, e pertanto puntiamo intorno al 3-5 percento di market share in Italia”. 

La tattica però prevede anche un forte impegno di Asus nello sviluppo di una struttura commercial per i prodotti professionali proprio sulla scia del successo richiamato da Galbiati in chiusura del suo intervento.

E’ del 2014 il primo input allo sviluppo della parte ‘commercial’. L’azienda ha capito che bisognava sviluppare smartphone (la lineup prevede Zenfone 2 e 1 per un totale di sette modelli), consolidare i punti di forza della proposta nei laptop – nei tablet Asus è numero tre al mondo – ma anche che nell’ecosistema IT mancava di una competenza specifica in ambito ‘commercial’.

Ora Asus ha acquisito competenze, ha cambiato managing director, ha creato un team europeo, ha acquistato un database dedicato di 5mila nomi per un potenziale pubblico di 50mila unità, ha implementato una dorsale software unica capace di gestire quotazioni in realtime e le trattative con gli utenti finali. Nel 2014 Asus ha ‘ricostruito’ daccapo il desktop, un vero punto di partenza importante per arrivare alle nostre pmi.

Capocchi chiarisce come l’obiettivo non sia tanto il mercato enterprise, quanto la piccola e media impresa, settori specifici cui arrivare con proposte specifiche anche di soluzioni desktop da “uno/due litri fino ai trenta” (e nel portafoglio si può scegliere tra qualsiasi form factor). Capocchi: “Non si tratta quasi mai di scatole vuote, perché c’è chi virtualizza (una nicchia) ma ha anche quasi sempre bisogno di capacità di calcolo on premise”. Il form factor, insomma, incide tanto ed è difficile proprio identificare su quale segmento produttivo insistere. Gli ‘small form factor’ professionali (fino a 8 litri) al momento vanno molto bene, ma è certo che la ricetta migliore è l’intelligenza nell’associare l’offerta alle caratteristiche del nostro tessuto produttivo.

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