Asus ZenWatch 2 (WI501Q), pregi e difetti di uno smartwatch oggi

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IN PROVA – Asus ZenWatch 2 incarna tanti pregi e difetti degli smartwatch in circolazione, si propone però ad un prezzo equilibrato e con non poche originalità. La nostra prova e i consigli per scegliere

Gli indossabili, i cosiddetti wearable, sono tra i pochi comparti IT consumer a continuare a crescere, alimentati anche da un futuro tutto Internet of Things che sembra sempre di più dietro l’angolo. Tuttavia gli analisti concordano anche nel considerare come lo sviluppo di device come gli smartwatch sia solo all’inizio. In effetti anche i modelli più evoluti evidenziano punti di forza e limiti, a volte notevoli, tipici dei device che hanno la base una buona intuizione, ma senza ancora la possibilità di rappresentare quello che veramente si vorrebbe.

Asus ZenWatch 2, descrizione

L’ultima proposta di Asus è ZenWatch 2, smartwatch con protezione IP67 (protezione completa dalla polvere e protezione nell’immersione non in profondità, né prolungata in acqua), che proviamo nel modello (WI501Q), ZenWatch 2 infatti è disponibile anche in un modello con un display leggermente più piccolo, adatto ai polsi femminili o comunque minùti. Le due misure sono da 1,63 e 1,45 pollici. Entrambi i modelli sono realizzati con la cassa (ma non la base che poggia al polso) in acciaio Inox, con un pulsante a corona, che avvicina ZenWatch 2 a un vero orologio da polso.

Asus Zenwatch 2 Profilo
Asus Zenwatch 2 Profilo

Il cinturino, facile da cambiare, grazie a una piccola levetta, è sempre comunque rivestito da un sottile strato di pelle naturale, poi sono disponibili cinturini anche in acciaio. L’esperienza visiva sul quadrante è personalizzabile, direttamente dallo smartphone, con Face Designer, e lo smartwatch di Asus integra sia microfono sia altoparlanti per consentire, anche di effettuare telefonate senza prendere in mano lo smartphone. Sul dorso, bombato, è ben evidente il connettore per la ricarica, che porta l’utente a collegare correttamente il cavo grazie a un magnete che respinge il contatto, quando provate a collegare con la polarità scorretta. Asus chiama il suo sistema di ricarica HyperCharge, perché consente la ricarica di circa il 60 percento in circa 15/20 minuti.

Asus Zenwatch 2
Asus Zenwatch 2, in basso la levetta per sostituire il cinturino e i contatti per la ricarica

Le specifiche tecniche di ZenWatch 2 raccontano di uno smartwatch con display protetto da vetro Corning Gorilla Glass 3, ricurvo Amoled da 1,63 pollici con risoluzione 320×320, – 278 ppi è la densità di pixel per pollice – touch (doppio tocco) che lavora con Qualcomm Snapdragon 400 a 1,2 Ghz e 512 Mbyte di Ram e ovviamente il sistema operativo Android Wear 1.4 Marshmallow. La memoria disponibile per i dati è di 4 Gbyte. ZenWatch 2 dispone di sensori di movimento e accelerazione su sei assi, e integra – come accennato – sia il microfono sia lo speaker. I dati di targa segnalano la batteria da 380 mAh, nelle nostre prove questo significa la possibilità di utilizzo per circa 24h (compreso il funzionamento notturno di monitoraggio della qualità del sonno).

Asus ZenWatch 2, l’esperienza d’uso

Uno smartwatch non fa per nulla ancora lo stesso effetto di un orologio vero. Anche questa proposta a nostro avviso non fa eccezione. Asus ha curato le finiture, ma non ci siamo ancora. Il nostro cinturino non sortisce l’effetto sperato, la cassa bombata e con il fondo di plastica esteticamente lascia perplessi, anche se l’utilizzo dell’acciaio è un’ottima scelta. Possiamo esprimere un parere: gli smartwatch hanno ancora molto da imparare da chi produce orologi, e soprattutto sono ancora troppo device   invece di essere prima di tutto orologi smart.

Asus Zenwatch 2
Asus Zenwatch 2 con ZenWatch Manager

Cresce invece sensibilmente l’efficacia dell’esperienza software, a patto però di rimanere il più possibile all’interno di un’esperienza Asus, con uno smartphone Asus, o un altro ZenWatch (per il sistema di messaggistica), o almeno Android. In altri casi, si badi, si perdono alcune delle funzionalità che rendono sensato l’acquisto di uno smartwatch. E qui ci sarebbe da fare un bel discorso sulla capacità effettiva degli ecosistemi di dialogare tra loro, mentre all’atto pratico chi acquista uno smartwatch basato su Android e usa poi l’iPhone può contare su Android Wear, ma poco altro. Diamo per scontato che il nostro utente ideale utilizzi uno smartphone Android, e non necessariamente Asus.

L’associazione del telefono con lo smartwatch è semplicissima, una volta scaricato Android Wear. Questo passaggio è essenziale, e in un certo senso sancisce potenzialità e limiti degli smartwatch. Sono pochissimi quelli che possono vivere senza uno smartphone, e praticamente anche di quelli che integrano una Sim (per essere indipendenti dallo smartphone) non ne esiste nemmeno uno che consenta di fare tutto meglio rispetto a quando lo si fa con lo smartphone. Per questo il mercato di questi device cresce, ma gli utenti non smettono di segnalare potenzialità e limiti. L’autonomia è anch’esso un limite non da poco, e poco importa se in questo caso è superiore di qualche ora alla media delle proposte. Lo smartwatch si aggiungerà alla lunga lista di dispositivi che vanno caricati una volta al giorno, senza eliminarne alcuno.

Asus Face Designer
Asus Face Designer, per personalizzare il quadrante creandolo con un template.

Dopo questi passaggi sarà possibile prendere piena confidenza con il vostro smartwatch Asus Zenwatch 2 grazie a ZenWatch Manager, da usare con lo smartphone. Per esempio per impostare il quadrante preferito. E poi via con l’esperienza.

Pensiamo che il modo migliore per beneficiare del nuovo device, sia proprio farlo utilizzando Google con i comandi vocali, anche se si è ancora vincolati ad un preciso elenco di azioni vocali, per non vedere fallire le proprie richieste e ricevere la risposta di Google con l’apertura di una pagina Web. In questo caso sì, vi saranno risparmiate alcune azioni con lo smartphone, che rimarrà in tasca. Asus ZenWatch 2, con Google Wear, scarica anche le app più utilizzabili con un display così piccolo. Oltre a quelle di Android Wear, nel nostro caso vogliamo perdere il tempo necessario per citarle tutte, in modo da dare piena visione: Android Fit (per l’attività fisica e la sincronizzazione con altre app fitness come MyFitness Pal per esemio), la Calcolatrice, il Cronometro, Hangouts, Keep (note), Mappe, Messenger, Meteo, ma anche OneNote di Microsoft (che noi usiamo con Android), Play Musica, Promemoria e, gradite, Sleep Tracker e Wellness di Asus – per il tracking di sonno e attività fisiche – e poi ancora Spotify, Sos, Strumenti telefono, Sveglia, Telefono, Timer, Togheter (per allacciare contatti tramite smartwatch), Torcia, Traduttore, Trova telefono. Chi utilizza account non Gmail per la posta ma lo fa sfruttando Google Mail, può avere la certezza di trovare sincronizzate tutte le informazioni per cui ha concesso la sincronizzazione.

ZenWatch 2 di suo aiuta nell’utilizzo con la funzione SOS, per inviare un messaggio di emergenza, ma ovviamente a patto di avere connettività; e con la funzione Trova, che consente di impostare subito un avvertimento a vibrazione, per tutte quelle occasioni in cui lasciate in giro lo smartphone. E’ una funzione molto utile, tanto quanto quella offerta – questa volta da Android – che consente di avere sbloccati con Smart Lock lo smartphone, quando si trova vicino all’orologio, che si presume sia al vostro polso. Attenzione a farne buon uso in questo senso, altrimenti – per esempio dimenticati in un armadietto entrambi, Smart Lock lascerà via libera a chiunque. Meno convincente invece ci è sembrata la proposta Wellness, tra l’altro con misurazioni di gran lunga discordanti da quelle di Google Fit. Il suo utilizzo è da valutare, in relazione alle altre app con cui registrate le vostre attività. I vari sistemi per controllare da remoto, presentazioni, fotografie, etc. non ci hanno entusiasmato.

Asus ZenWatch 2, il nostro giudizio

Lo smartwatch proposto da Asus si trova disponibile a un prezzo a partire da circa 180 euro a salire a seconda del cinturino. E’ un prezzo equilibrato per quanto viene offerto, ma rimaniamo con il dubbio se valga la pena spendere questi soldi per uno smartwatch allo stato attuale dello sviluppo. Prendendo come riferimento proprio la proposta Asus, che ci sembra ben ingegnerizzata. Il nostro ideale rimane un vero orologio: Tag Heuer, Citizen, Bulova, giusto per dare un’idea, con implementate le potenzialità di Android, ma prodotto da chi fa orologi, che difficilmente avrebbe accettato una cassa in policarbonato con questa bombatura. Forse il modello più corretto di interpretare la possibilità di dialogo tra app e smartphone e smartwatch è al momento ancora quella sulla scorta della tipologia del Garmin Fenix o proprio di Tah Heuer (con un prezzo però in linea con il brand ed elevato). E poi vorremmo davvero tutt’altra autonomia.

ASUS ZenWatch 2
ASUS ZenWatch 2

La proposta di Asus però ci è piaciuta perché offre una buona serie di personalizzazioni digitali e di materiali (e subito consigliamo il cinturino di metallo) e grazie a un unico pulsante corona e alle gesture di scorrimento rende semplicissimo utilizzare tutte le funzioni dello smartphone. Tenuto premuto a lungo, il tasto corona dà pieno accesso alle app, ai contatti e ad alcune azioni, suggerendo l’utilizzo di Ok Google, l’invio di Sms, l’inizio di una chiamata, ma anche l’invio di un messaggio con WhatsApp o Hangouts, l’impostazione immediata di un reminder, o di un timer, o la ricerca di una destinazione.

Sono però tutte attività che risulterà sempre più veloce e agevole gestire con uno smartphone, perché con lo smartphone saranno disponibili molte più opzioni di quelle proponibili, per forza di cose, su un display da 1,63″ pollici di diagonale. In qualche modo resta anche da ottimizzare la luminosità del quadrante nelle giornate estive di pieno sole, ci è capitato di dover fare una certa fatica per la lettura in pieno giorno, oppure di dover impostare Zenwatch alla massima luminosità riducendone l’autonomia. Manca il lettore del battito cardiaco, dettaglio non da poco.

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