Attacco a Sega: compromessi i dati di 1,3 milioni di utenti

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Dopo l’attacco a Sony e ad altre case di videogame, è il turno di Sega. Non sarebbero state violate le carte di credito

Anche Sega cade sotto scacco di un cyber attacco. Secondo l’azienda di videogiochi 1,3 milioni di utenti sono affetti dall’attacco, in cui sono stati trafgugati dati dal database. Il sito Sega Pass, con sede a Londra, secondo quanto riporta Sega, non conterrebbe i numeri di carta di credito. Ma dopo i cyber attacchi al FMI, Citigroup (con 360.000 account hackerati) e Sony (trafugati dati di 100 milioni utenti), dopo l’attacco a Nintendo (senza conseguenze per gli utenti) e Codemasters (decine di migliaia di account), l’allarme è alto.I dati compromessi sul sito di Srga sono: Emails, Password e date di nascita.

A differenza dell’hacking per divertimento, questi attacchi sono finalizzati al furto e trafugamento dei dati. Questi attacchi ad alto profilo stanno dimostrando la fragilità delle “difese perimetrali di tutto il web“: secondo Application Security, a questo punto, è meglio difendere i dati sensibili dei database, piuttoso che concentrarsi su una vana difesa dei “bordi della rete”. Il portavoce di sega, Yoko Nagasawa, si è scusato per il Data breach: ormai sembra il “Club del Siamo stati hackerati anche noi“, come ironizza Gizmodo (“We’ve Been Hacked” Club).

UPDATE: Commenta Walter Bruschi, amministratore delegato di CPP Italia, filiale della multinazionale inglese specializzata nella tutela dei documenti personali e delle carte di credito: “Il caso di cronaca emerso oggi rilancia l’allarme sul modo in cui ognuno di noi gestisce i propri dati personali. Occorre osservare la massima attenzione e prudenza quando immettiamo in rete informazioni sensibili, come il numero della carta di credito, il proprio nome o la città di residenza. Si deve sempre verificare l’attendibilità di chi ce le chiede e, soprattutto, che il sito internet sia certificato e dotato di tutti i sistemi di sicurezza. Il rischio, altrimenti, è di subire un furto di identità, una frode che, come si evince dal caso emerso oggi, è molto diffusa in USA e Inghilterra e che adesso inizia a prendere piede anche in Italia”.

Una nostra recente ricerca – continua il manager di CPP Italia –  ha evidenziato che 8 milioni di nostri concittadini rischiano di subire la frode della propria identità. Una frode che si verifica quando un criminale si impossessa dei nostri dati anagrafici e personali, per poi effettuare acquisti a rate, richiedere finanziamenti o concludere contratti. I danni derivanti dal furto di identità sono più ampi di quelli provocati dalla clonazione, una frode di cui ultimamente si è parlato molto e che normalmente si può risolvere con una semplice denuncia alle autorità e all’emittente la carta di credito. Per dimostrare, invece, la propria estraneità alle operazioni compiute a proprio nome da un truffatore, il malcapitato deve intraprendere una serie di procedure lunghe che spesso richiedono l’assistenza di professionisti e legali”. Il livello di guardia non deve mai abbassarsi: serve “dotarsi di servizi di prevenzione e monitoraggio costituisce un’utile tutela supplementare”.

Furto dati anche ai danni di Sega
Furto dati anche ai danni di Sega
Autore: ITespresso
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