Attacco a Sony, Obama lo definisce atto di cyber vandalismo

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La Nord Corea è sul banco degli imputati per il cyber-attacco a Sony
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La Nord Corea è sul banco degli imputati per il cyber-attacco a Sony. I costi degli attacchi di hacking nei settori finanziario, IT e comunicazioni

Secondo il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il devastante attacco di hacking contro Sony Pictures Entertainment non è stato un atto di cyber-guerra, ma un atto di cyber vandalismo. E che gli USA risponderanno. Lo ha affermato Obama nel discorso sullo Stato dell’Unione, anche se il senatore John McCain ritiene che si tratti di una nuova forma di warfare che richiede una reazione proporzionata. Tuttavia è indubbio che l’hacking sponsorizzato dagli Stati, sia in vertiginoso aumento. La Nord Corea è sul banco degli imputati per il cyber-attacco a Sony. La Nord Corea, pur rigettando le accuse, è ritornata nella lista degli Stati che sponsorizzano il terrorismo.

Sony Pictures Entertainment sarebbe stata attaccata perché lo studio di Hollywood aveva pianificato il rilascio del film satirico “The Interview” contro il dittatore della Nord Corea, Kim Jong-Un, ora eliminato dalle sale cinematografiche USA, sollevando problemi di censura.

Il gruppo di hacking “Guardians of Peace” aveva dichirato che se il film fosse uscito in sala, avrebbe provocato attacchi stile 11 Settembre negli USA.

I Paesi più coinvolti nella cyberwarfare sono Cina, Israel, Francia, Siria e gli USA.

Il cyberspionaggio è aumentato del 15% fra il 2011 e il 2013. Il costo dei cyber attacchi è salito a 20.8 milioni di dollari nel settore finanziario, a 14.5 milioni di dollari  nell’IT e a quota 12.7 milioni di dollari nell’industria delle comunicazioni.

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La Nord Corea è sul banco degli imputati per il cyber-attacco a Sony
Autore: ITespresso
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