Attivazione vocale e vivavoce le armi contro gli incidenti dauto provocati da abuso di dipositivi Ict e wireless

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In Italia superati i livelli di guardia per uso improprio del cellulare a bordo delle vetture. Dagli Usa la tecnologia Visteon e lesempio di come automotive e Information technology debbono convivere

Ancora non si conoscono i dati sugli incidenti stradali sul megaponte del 25 aprile e del 1 maggio, passato alla cronaca come il più lungo in assoluto. Si sa però che nel ponte di Pasqua il 50% degli incidenti è stato causato da vetture che sono uscite di strada per conto loro, senza essere state coinvolte insieme con altri veicoli, a causa delluso improprio del cellulare da parte del conducente. Una statistica allarmante, che sancisce lestrema pericolosità del telefono portatile in automobile, soprattutto se chi guida si lascia prendere dalla foga della conversazione. Ma non cè solamente il cellulare ad aumentare i rischi dei viaggi a quattro ruote, già di per sé necessari di grande attenzione costante per via della variazione della velocità (è questa la prima vera causa di pericolo e non la velocità in quanto tale, anche elevata, come si tende a generalizzare). In un certo senso, la colpa è soprattutto dellIct, che negli ultimi anni ha modificato profondamente la guida automobilistica, arricchendola di tutta una serie di funzioni che prima non cerano. Parliamo della climatizzazione, della gestione della telefonia, dellhi-fi, del sistema di navigazione. Un insieme di operazioni che, se non fatte con la massima attenzione, possono essere potenzialmente molto pericolose sia per chi guida sia per i passeggeri. Siamo poi del parere che – anche a costo di essere definiti draconiani – il fumo andrebbe proibito in automobile. Laccensione di una sigaretta e i successivi movimenti, relativi al depositare la cenere nellapposito contenitore, sono altre operazioni che richiedono attenzione, distogliendola dalla strada e dalla guida. Senza contare gli effetti droganti/stupefacenti del fumo, sia attivo che passivo. Ma ritornando allaumento del tasso di concentrazione richiesta dagli apparecchi/dispositivi di Ict che caratterizzano lattuale vita a bordo delle automobili, cè una maniera per servirsene intelligentemente senza esserne condizionati negativamente o – peggio ancora – pericolosamente. La strada è quella del vivavoce per il telefono cellulare e dei sistemi ad attivazione vocale per tutte le nuove funzionalità garantite dallIct. Una strada percorribile subito, come dimostrano alcuni modelli dellindustria automobilistica inglese (le Jaguar S-Type e X-Type) e tedesca (le Bmw Serie 7 e le Mercedes Classe S). La tecnologia è quella americana della Visteon, ormai consolidata in un Paese in cui il superamento dei limiti di velocità esistenti su autostrade/strade è motivo sufficiente per il ritiro immediato della patente e anche per andare in prigione. Infatti il regolatore di velocità è ormai un dispositivo generalizzato sui modelli dellindustria statunitense di settore, storicamente attenta ad aiutare i propri clienti a non superare inconsapevolmente i severi limiti prescritti dai vari Stati americani. Il Governo Usa ha imboccato da tempo la strada della tolleranza-zero nei confronti degli automobilisti indisciplinati. Lindustria automobilistica nazionale agisce di concerto, chiedendo e ottenendo da quella dellIct le soluzioni tecniche atte a mettere lautomobilista in condizioni di non sbagliare, anche volendo. Le cosiddette stragi del sabato sera, dei ponti festivi e delle ferie destate sono stragi annunciate, che si stanno trasformando in una mattanza periodica. Fino a quando dovremo subire lascolto dei bollettini di guerra emessi dai radio/telegiornali, con cifre allucinanti di morti e di feriti per ogni week-end più lungo del solito, seguiti poi da ipocriti spot pubblicitari sul rischio dei pericoli della strada? E tanto difficile fare mettere a un tavolo di lavoro i rappresentanti del Governo, dellindustria dellautomotive e di quella dellInformation technology? Stando ai risultati, sembrerebbe proprio di sì.

Autore: ITespresso
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