Aumenta la diffusione di spyware

Aziende

Ecco i risultati di una ricerca di Trend Micro sui luoghi di lavoro, che hanno coinvolto molte Pmi. Servono urgenti misure di sicurezza Internet e attività di formazione

Trend Micro, azienda specializzata negli antivirus di rete e nelle soluzioni per la sicurezza dei contenuti Internet, ha reso noti i risultati di una ricerca sullo spyware in azienda, dalla quale emerge che la diffusione di questo fenomeno sta aumentando, specialmente nelle Pmi. Lo studio (condotto on line nel luglio 2005) ha coinvolto 1.200 utenti finali di aziende di ogni dimensione in Germania, Stati Uniti e Giappone. Anche se oltre l’87% degli utenti dichiara di essere a conoscenza dello spyware, ben il 53% degli interpellati chiede di ricevere più informazioni da parte del dipartimento It, per capire meglio la minaccia. Tra coloro che hanno dichiarato di aver incontrato casi di spyware al lavoro, solamente il 45% ritiene di esserne caduto vittima. Il dato rivela una netta distinzione tra la consapevolezza della minaccia, da parte degli utenti finali, e la loro capacità di identificare davvero la presenza di spyware, che spesso opera all’insaputa dell’utente. Dalla ricerca si evince come questa minaccia sia presente soprattutto negli Stati Uniti, dove il 40% degli interpellati ha affermato di esserne stato colpito sul lavoro, contro il 14% del Giappone e il 23% della Germania. In questi Paesi gli utenti che lavorano nelle Pmi hanno subìto un numero di attacchi superiore a quello dei loro colleghi di aziende più grandi. In modo simile, gli utenti finali statunitensi hanno cinque volte più probabilità di restare vittime dello spyware rispetto a tedeschi e giapponesi. Per Le aziende dotate di dipartimento It, quasi il 40% degli statunitensi ritiene che lo staff possa fare qualcosa in più per proteggerli. I dati statunitensi confermano come lo spyware rappresenti una grave minaccia a livello globale: per esempio, in Giappone gli utenti aziendali ritengono insufficiente la protezione fornita, così come affermano i due terzi degli utenti della Pmi e un terzo degli utenti enterprise. Considerando l’elevato tasso di consapevolezza e la relativa carenza di conoscenza, molti intervistati si attendono che i rispettivi dipartimenti It intraprendano iniziative di formazione oltre a misure di protezione. Questo avviene soprattutto in Giappone, dove il 64% degli intervistati spinge in questa direzione. Cifre simili sono state riscontrate anche negli Stati Uniti (52%) e in Germania (45%). Alla richiesta di maggior formazione, corrisponde un dato preoccupante: l’ammissione di molti intervistati di essere propensi ad assumere comportamenti on line rischiosi qualora sia disponibile il supporto di un dipartimento It.

Autore: ITespresso
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