Congelata IVA per tre mesi. Ridimensionata la liberalizzazione del WiFi

Autorità e normativeAziendeMarketingMercati e Finanza
Avast: Gli hotspot WiFi pubblici e aperti sono insicuri

Con il Dl Lavoro slitta di tre mesi l’aumento dell’Iva. Con il Decreto del Fare scompare anche l’obbligo di tecnico per installare il router WiFi. Pesante ipoteca sulla liberalizzazione del WiFi

Oggi il governo Letta ha licenziato il Decreto Lavoro: sono previsti bonus fino a un massimo di 650 euro mensili per ogni lavoratore, di età compresa fra 18 e 29 anni, assunto a tempo indeterminato per un periodo di 18 mesi. Per gli Over 50 il DL Lavoro istituisce incentivi da corrispondenti alle “indennità per la partecipazione ai tirocini formativi”. Previsto anche un “sostegno all’assunzione di lavoratori disabili”, lo ha annunciato il Presidente del Consiglio Enrico Letta via Tweet.

Con il Dl Lavoro slitta di tre mesi l’aumento dell’Iva. Non è un blocco permanente, ma un rinvio temporaneo di 3 mesi. Ma per riviare l’IVA e garantire le coperture, sale l’acconto IRPEF di novembre fino al 100% e delle imprese fino al 101%.

Infine con il Decreto del Fare (decreto legge 21/06/2013 n.69) scompare anche l’obbligo di tecnico per installare il router WiFi. Viene dunque definitivamente stralciato l’articolo 2 del D.Lgs. 26/10/2010, n.198 che prevedeva: “gli utenti delle reti di comunicazione elettronica sono tenuti ad affidare i lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di manutenzione delle apparecchiature terminali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), numero 1), che realizzano l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, ad imprese abilitate secondo le modalità e ai sensi del comma 2“. Invece viene ridimensionata la ventilata liberalizzazione del Wi-Fi. Nella versione definitiva della norma è il seguente: “l’offerta di accesso ad internet al pubblico è libera e non richiede la identificazione personale degli utilizzatori. Resta fermo l’obbligo del gestore di garantire la tracciabilità del collegamento MAC address“.

L’avvocato ed esperto Internet Guido Scorza denuncia sul suo blog: “Scritta così la norma stabilisce che un fornitore di servizi di comunicazione elettronica – Telecom, Vodafone, Wind, 3, Tiscali o un qualsiasi altro ISP, per intenderci – può vendere i propri servizi senza alcun obbligo di identificazione degli utenti“. Bar e locali pubblici devono mantenere la tracciabilità: “Se il “gestore” di cui si parla è quello di un bar, di un ristorante o di un altro esercizio commerciale non è dato capire da dove discenderebbe “l’obbligo di garantire la tracciabilità del collegamento” che, secondo il Governo, dovrebbe “restare fermo”. Un tale obbligo non c’è e, a ben vedere, non è neppure facile capirne la portata: “garantire la tracciabilità”, infatti, non significa “tracciare” ma permettere a terzi – chi? – di tracciare“, conclude Scorza con una punta di ironia. Il Decreto del Fare sul WiFi, è da rifare?Speriamo.

WiFi libero ancora ridimensionato: DEcreto del Fare da rifare? @shutterstock
WiFi libero ancora ridimensionato: DEcreto del Fare da rifare?
Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore