Autoimprenditorialità, cambia il regime d’aiuto

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Non più contributi a fondo perduto ma sotto forma di mutui agevolati, allargamento dei beneficiari a donne di qualsiasi età ed estensione al territorio nazionale. Ecco le novità sull’autoimprenditorialità stabilite dal Decreto Legge n. 145

Nuovo regime di aiuto per l’autoimprenditorialità.

Non più solo giovani fino a 35 anni ma anche donne, indipendentemente dalla loro età. Inoltre, estensione a tutto il territorio nazionale e contributi sotto forma di mutui agevolati. Sono queste alcune delle novità previste con il Decreto Legge n. 145, emanato dal Governo il 23 dicembre 2013, che ha istituito un nuovo regime di aiuto sulla misura gestita da Invitalia per le imprese giovanili (decreto legislativo 185/2000 – Titolo I).

Rilevanti sono le novità che riguardano la misura, che finalmente si rivolge non solo ai giovani fino a 35 anni, ma anche alle donne indipendentemente dall’età. Inoltre si estende all’intero territorio nazionale e non prevede più l’erogazione di contributi a fondo perduto, ma solo la concessione di mutui agevolati a tasso zero, per investimenti fino a 1,5 milioni di euro (per singola impresa).

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Il nuovo regime di aiuto sarà pienamente operativo con l’emanazione, da parte di Mise e MEF del Regolamento di Attuazione, che indicherà anche le modalità di presentazione della domanda di ammissione alle agevolazioni.

Il decreto legge 145 prevede la pubblicazione del Regolamento entro 90 giorni: contemporaneamente, sarà pubblicata sul portale di Invitalia tutta la modulistica di riferimento per la presentazione della domanda.

Per quanto riguarda invece gli incentivi per l’autoimpiego (decreto legislativo 185/2000 – Titolo II) la normativa di riferimento, è rimasta invariata: le attività di Lavoro Autonomo, Microimpresa e Franchising, devono essere avviate da disoccupati (o persone in cerca di prima occupazione) e ubicate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

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