Backup su disco? Prima lo comprimo

Management

L’appliance TBO di Terasystem e l’algoritmo di compressione di Data Domain

Terasystem, ovvero l’approccio italiano allo storage business critical: così si definisce l’azienda romana partecipata, ma indipendente, da EMC. Un’azienda che sta cambiando le sue radici tecniche per proporsi non come un vendor, ma come uno storage integrator che tutela il suo cliente con attività di consulenza, analisi e studi di fattibilità. Solo dopo arriva la partnership con Adic, StorageTek o EMC stessa. Impegnata in uno sforzo di espansione nel nord del nostro Paese verso una clientela che non sono più le istituzioni dell’eGovernment o i grandi Telco operator, ma la normale utenza enterprise, Terasystem non rinuncia al suo background tecnico e propone un nuovo sistema hardware e software, “una appliance che diventa anche soluzione in un contesto adeguato”. Alla base di Terasystem Backup Optimizer, in sigla TBO, per tutelare i vantaggi del backup su disco in termini di riduzione della complessità di gestione sta un algoritmo di compressione particolarmente innovativo che però, ammettono i responsabili di Terasystem, funziona particolarmente bene sono un certo tipo di dati. Da qui la necessità di un’analisi preliminare dei dati che andranno soggetti a compressione. Dunque per un’applicazione del TBO in ambito disaster recovery, data per assodata la sua certificazione di funzionamento con i principali software di backup, gli stessi esperti di Terasystem propongono una ricognizione dei dati da dare in pasto all’algoritmo di Global Compression di Data Domain. Lo scopo è di rilevare le ridondanze esistenti tra i dati di backup distinti, eliminarle e ridurre lo spazio occupato su disco. In Italia, dove il costo delle linee di comunicazioni è ancora elevato, con il TBO si punta alle applicazioni di disaster recovery remoto, anche se sono possibili soluzioni di backup in service. In alcune condizioni 1 Terabyte di dati si può ridurre anche a 20 Giga. Questo favorisce la remotizzazione dei dati per il backup con utilizzo di connessioni LAN e WAN del tutto standard per la loro movimentazione. Il vaulting dei dati diventa così del tutto elettronico. I costi del disk backup diventano sensibilmente inferiori a quelli del backup su nastro, perché permettono di mantenere su disco tutte le diverse copie dei dati di un backup rendendo di conseguenza più rapide le operazioni di restore. Come spiegano in Terasystem, la logica usata dall’algoritmo di Global Compression, che è basata sulla ricerca dei blocchi di dati ripetuti, è quella utilizzata anche nella compressione MP3 o nelle applicazioni WASF per la gestione dei file system distribuiti su base geografica. Tipicamente nelle operazioni di backup la ripetitività dei dati è molto elevata e su questo gioca le sue carte migliori il nuovo Backup Optimizer di Terasystem. Sui dati poi si possono utilizzare le tecniche standard di compressione locale per la memorizzazione su disco. L’appliance TBO, collegata via IP, è trasparente al software di gestione che la riconosce come una normale periferica di backup su disco. I dati possono poi anche essere remotizzati su WAN in un sito lontano dove i sistemi sono allineati in modalità asincrona secondo la soluzione di disaster recovery (TDR). Questo tipo di soluzione conta già una decina di unità installate in Italia, oltre ad alcune in fase di test.

Autore: ITespresso
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