Backup virtuale

DataStorage

Oltre alla virtualizzazione dello spazio disco esiste anche quella delle unità nastro che sembra offrire interessanti alternative di storage e backup.

L’avvento dell’economica tecnologia basata su dischi ha consentito l’individuazione di nuove applicazioni per risolvere il problema dei backup aziendali. Termini come D2D (disk to disk) o D2D2T (disk-to-disk-to-tape) hanno iniziato ad affermarsi in ambito aziendale e rappresentare le diverse e più utilizzate tecniche di backup basate su disco e nastro. Tra i vari metodi, i Virtual Tape (o nastri virtuali) sono una delle soluzioni che si stanno guadagnando l’interesse di un numero sempre maggiore di utenti, grazie alla maggior facilità d’implementazione e gestione rispetto alle attuali infrastrutture basate su nastro. In sintesi si cercherà di individuare in quali occasioni la tecnologia Virtual Tape rappresenta la giusta soluzione per le proprie esigenze e l’ambiente operativo. Si identificheranno i punti di forza della soluzione rispetto alle altre basate su metodologie di backup basate su host, come ad esempio quelle realizzate direttamente su hard disk. I pro I responsabili It incaricati della protezione dei dati all’interno della propria azienda si stanno trovando in posizioni piuttosto scomode, scoprendo di combattere un’ardua battaglia contro la crescente mole di dati aziendali affidati alla loro protezione. Come se questo non bastasse, la ormai non più recente legislazione ha imposto rigide e severe regole per la protezione e l’eventuale recupero dei dati sensibili. La legislazione ha obbligato anche coloro che fino a ora erano rimasti indifferenti alla problematica ad affrontare il concetto di disaster recovery. A semplificare la vita di questi professionisti è fortunatamente venuta in aiuto la tecnologia della virtualizzazione dei volumi a nastro magnetico. Grazie all’introduzione del concetto di virtual tape, ci si trova veramente di fronte ad una soluzione che consente di contenere i costi e raggiungere gli obiettivi stabiliti. La realizzazione di uno storage domain manager permette di consolidare le risorse a nastro su centinaia di server applicativi, evitando di intervenire ogniqualvolta siano aggiunti, tolti o modificati i dispositivi di storage. Gli host possono utilizzare dispositivi di storage di nuova concezione senza dover per questo modificare i driver esistenti. Inoltre, diverse applicazioni di backup hanno la possibilità di condividere i medesimi tape drive. La gestione centralizzata delle risorse e la connettività Fibre Channel fra tape e server sono gli elementi indispensabili per una gestione efficace degli ambienti di storage eterogenei.

I contro

Non è tutt’oro quel che luccica. Ecco di seguito i principali elementi che frenano la realizzazione di soluzioni basate su nastro per la protezione robusta e affidabile degli archivi:

Delicatezza intrinseca delle cartridge a nastro – Rischio di esporre l’azienda a rischio di non poter recuperare dati fondamentali al verificarsi di un qualsiasi evento catastrofico; – Maggiore richiesta di personale specializzato per monitorare e risolvere eventuali problemi. Molte organizzazioni It riportano tassi di failure relative ai nastri per una percentuale che si aggira tra il 30% e il 40%. Questi problemi sono spesso causati da errori fisici dei supporti o dei dispositivi di gestione dei nastri. Eccessivo tempo richiesto per la gestione degli ambienti storage basati su nastro – Richieste di ulteriori investimenti in termini di tempo e di personale a staff già ridotti all’osso. Gli analisti concordano nel fissare intorno al 50-70% dello sforzo totale riservato da un’organizzazione IT per la gestione dei sistemi di storage per la gestione di sistemi a nastro. Difficoltà di recupero dei dati in modo e tempi opportuni – Difficoltà a rispettare gli Sla (service level agreements) temporali fissati per le operazioni di backup e ripristino; – Necessità di sostanziali investimenti in strutture a nastro. Al crescere del volume di dati, efficienti politiche di backup richiedono sistemi di librerie nastro sempre più capienti, che coinvolgono più unità a nastro e numerose cartdridge. Pur se diferenti operazioni di backup possono essere eseguite simultaneamente, il processo di recupero dei dati (sopprattutto se coinvolge numerosi nastri) si rivela spesso un’operazione piuttosto lenta. In sintesi, la crescente mole di dati che inizia ad accumularsi nelle aziende e le necessità legislative di organizzare un efficiente, anche se minimo, sistema di Disaster Recovery sono i principali problemi che affliggono oggi i responsabili It. Oltre alle consuete soluzioni basate su disco, i sistemi a nastro gestiti con metodologie Virtual Tape offrono interessanti alternative in termini di disponibilità di spazio storage, gestione e possibilità di stoccaggio e protezione dei supporti. Come tutte le tecnologie anche quelle basate su nastro non sono immuni da alcune pecche, che sarà necessario considerare in fase di valutazione della scelta di backup da adottare in azienda.

Autore: ITespresso
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