Banca Popolare di Milano sceglie Linux

Management

L’Istituto finanziario rinnova la sua infrastruttura informativa insieme
a Ibm, Suse e Selesta

Linux si fa largo nel sistema informativo della Banca popolare di Milano (Bpm). Clive Graham Whincup, direttore della divisione Ict dell’istituto finanziario spiega perché la scelta è caduta sul sistema operativo open source: “Ci sono motivazioni tecnologiche, economiche e operative. Volevamo compiere il rinnovamento tecnologico facendo leva su tecnologie che promettono di essere valide nel tempo e capaci di evolvere; volevamo ottimizzare le risorse hardware esistenti, soprattutto quelle presso le oltre 400 filiali, e volevamo disporre di un’infrastruttura aperta e costruita su standard tecnologici”. I partner tecnologici di Bpm sono Ibm, Suse Linux (società controllata da Novell) e Selesta. Quest’ultima ha fornito la soluzione Jacada che si occupa di integrare la nuova infrastruttura basata su Linux con le applicazioni e i sistemi legacy. Jacada consente di accedere alle risorse legacy applicando un concetto di servizio e non di transazione, eliminando quindi il principale punto di debolezza di tali sistemi. “Dieci anni fa scegliemmo di lavorare con Os/2 e sono convinto che allora fu una buona scelta – prosegue Whincup -, oggi è lo stesso con Linux. Microsoft la vedevamo troppo proprietaria e troppo legata all’architettura client/ server, la nostra decisione non è stata motivata da schieramenti tecnologici, ma essenzialmente da decisioni di business. Abbiamo scelto la tecnologia che riteniamo più giusta per noi”. Unificare i processi di sviluppo, ridurre sensibilmente il time to market dei nuovi prodotti finanziari, estendere l’utilizzo dei diversi canali, anche alle filiali, partendo da un unico database, integrare le funzionalità di Crm (Customer relationship management) nella suite applicativa creando nuove opportunità di up-selling e cross-selling. Questi alcuni dei principali vantaggi che assumono concretezza grazie alla nuova struttura informativa. “I benefici si declinano sia sul fronte della riduzione dei costi, sia su quello delle nuove opportunità di business capaci di tradursi in nuove fonti di fatturato – afferma Whincup -. Volendo fare una stima si può dire che il peso delle due voci si equivale, anche se il risparmio è stato calcolato, ed è quindi certo, mentre la crescita del business è una variabile che non possiamo prevedere con assoluta precisione”. Il processo di rinnovamento coinvolge anche tecnologie come i Web Service che Bpm utilizzerà per ampliare la sua offerta con prodotti di carattere assicurativo nel ramo danni. Bpm ha già suoi prodotti assicurativi nel ramo vita e ha fatto un accordo con la società francese Credit Mutuel per commercializzare l’offerta assicurativa nel ramo danni. Questa operazione è supportata proprio da un sistema che grazie all’impiego dei Web Service è in grado di integrare nella suite applicativa delle filiali Bpm, tutte le informazioni legate ai prodotti Credit Mutuel. Naturalmente Whincup ha preferito non fornire descrizioni troppo dettagliate delle componenti del sistema informativo. Questo perché una banca, così come una qualsiasi impresa, deve puntare sulla differenziazione della sua offerta per restare competitiva, processo che passa inevitabilmente anche attraverso l’impiego di soluzioni informatiche. Ma un accenno il responsabile dell’It di Bpm lo ha fatto: “Abbiamo rinnovato anche la piattaforma che garantisce la sicurezza dell’intero sistema informativo applicando un nuovo modello che consente di monitorare ogni singola transazione e di associarla alle diverse stazioni operative delle filiali, e unificando la gestione della sicurezza interna ed esterna”

Autore: ITespresso
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