Banche al lavoro per Basilea II

Aziende

Da un’indagine promossa da Accenture, Mercer Oliver Wyman e Sap risulta
che le banche devono compiere ancora molta strada per adeguarsi ai requisiti richiesti dalla normativa di Basilea II

L’entrata in vigore degli accordi di Basilea II, volti ad aumentare la sensibilità al rischio degli istituti di credito, è alle porte, ma la strada da percorrere è ancora molta per l’adeguamento alla nuova normativa. Il 31 dicembre 2006 (due anni e mezzo non sono molti se si pensa all’impegno richiesto agli istituti di credito) è la data fatidica e da un’indagine promossa da Accenture, Mercer Oliver Wyman e Sap, condotta presso banche di tutto il mondo, risulta che il 63% delle banche interpellate ha definito scarsa o media la propria struttura di gestione del risk management e poco più del 60% degli intervistati ritiene scarsi o medi i propri sistemi di misurazione del Capital at Risk. L’indagine, condotta tra aprile e maggio presso 97 delle 200 principali banche mondiali, ha coinvolto i responsabili dell’applicazione delle normative previste dall’accordo Basilea II, con l’obiettivo di valutare come i principali istituti bancari del mondo stanno rispondendo alle nuove esigenze dettate dagli accordi, poco prima dell’annuncio delle disposizioni finali. Anche per quanto riguarda la gestione operativa del risk management, gli istituti di credito sembrano essere ancora lontani dai requisiti richiesti: quasi il 90% degli intervistati prevede infatti cambiamenti in quest’area. “L’indagine conferma che il ricorso a un intervento veloce sul database e sull’attività di reporting non avrebbe mai dato esiti positivi. Oggi sono molte le banche che comprendono la necessità di un cambiamento integrato di information technology, di organizzazione e di processi. Anche se i budget hanno risentito del contenimento dei costi che ha caratterizzato gli ultimi due anni, le banche sono consapevoli dell’importanza della sfida per essere allineati”, “, ha dichiarato Pierluigi Giannico, Partner di Accenture attivo nei Financial Services. “. L’indagine ha indicato un’altra area importante per l’adeguamento a Basilea II: lo sviluppo degli strumenti necessari per gli internal credit ratings. Più della metà delle banche che ha per obiettivo l’adozione di un Irb (Internal Rating Based) entro il 2007, non è ancora entrata nella fase avanzata del progetto; oltre il 20% degli intervistati era ancora impegnato nell’analisi preliminare degli scostamenti. Dall’indagine risulta inoltre che permangono forti incertezze per quanto riguarda il livello dei costi: il 31% degli intervistati ha affermato di non disporre di una stima dei costi. Tra gli interventi evidenziati per contenere i costi, il 63% delle banche ha messo all’ordine del giorno la centralizzazione dell’archiviazione dei dati relativi al credito. “La maggior parte delle banche ritiene che una miglior organizzazione dei dati rappresenti l’unica grande sfida per adeguarsi ai nuovi standard di Basilea 2”, ha affermato Gustavo Manfredini, Financial Services Business Unit Manager, SAP Italia. “In realtà, centralizzare e gestire meglio le informazioni è l’unica vera soluzione perché il processo di adeguamento abbia successo e consenta un’effettiva riduzione dei costi e dei rischi operativi.” I vantaggi sembrano però giustificare l’impegno richiesto e i banchieri si aspettano un’espansione dei mutui non garantiti e dei mutui ipotecari.

Autore: ITespresso
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