Banda larga, AgCom conferma copertura al 21%

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AgCom certifica il ritardo italiano nella banda larga
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L’Authority italiana ha confermato che l’Italia è agli ultimi posti in Europa con una copertura “inaccettabile” al 21%. L’opinione di Angelo Cardani, numero uno di AgCom

Angelo Cardani, presidente dell’Agcom,ha confermato i ritardi italiani nella broad band. L’Authority italiana ha confermato che l’Italia è agli ultimi posti in Europa con una copertura “inaccettabile” della banda larga al 21%. AgCom certifica che l’Italia è fanalino di coda in Europa nella banda larga, ma questo ritardo non aiuta la seconda manifattura d’Europa e alimenta due fenomeni: “Una lentezza di reazione del sistema economico e in particolare una debolezza competitiva delle pmi che ne rappresantano l’ossatura”.

L’indagine sulla banda larga, condotta da Antitrust e Agcom per verificare lo stato della concorrenza, ha confermato che all’Italia serve un piano strategico per superare lo Spread digitale, i divari e i ritardi del Paese nella digitalizzazione del Paese. Nella banda ultra-larga l’Italia, insieme a Cipro e alla Grecia, si piazza tra i Paesi Ue, fanalini di coda, in cui meno dell’1% della popolazione ha un abbonamento rispetto a una media europea del 21%. Ma il divario, invece di essere colmato ed azzerato, si è ampliato nel triennio 2011-2014, il triennio della recessione, in seguito alla crisi dei debiti sovrani.

Anche secondo NetIndex, la Grecia ha messo la freccia sull’Italia nella velocità in download. Nella banda larga, l’Italia è ultima tra i Paesi del G8, penultima in Europea e fanalino di coda fra i 34 Ocse.

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