Banda larga, cadaveri eccellenti tra i rivali di Telecom Italia

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Un blog di Assoprovider si interroga sulla moria di concorrenti dell’ex
monopolista Tlc, sul ruolo dell’AgCom e sulla separazione della rete

Tre casi in tre settimane: prima Elitel, poi Vira, adesso Telvia . Debiti, disattivazioni, il silenzio dell’Authority: si tratta di situazioni fra loro differenti, ma che hanno un comun denominatore: una situazione molto fragile del mercato della banda larga in Italia, sotto il monopolio di Telecom. Elitel, Vira, Telvia: sono tre cadaveri eccellenti, adesso finiti sotto la lente di Assoprovider che, nel silenzio dell’AgCom, decide di interrogarsi sulla ” moria di concorrenti dell’ex monopolista Tlc “. “Il numero di operatori alternativi, che anche per una gestione avventata, si ritrovano in difficoltà economiche verso Telecom Italia è , a quanto si legge sui giornali, in crescente aumento” si legge sul blog di Assoprovider: “Ma i problemi sono causati anche dalle inefficenze di chi dovrebbe garantire un quadro regolamentare e tariffario chiaro: ad esempio i ritardi di Agcom nel prendere decisioni sui canoni sulle ADSL Naked hanno sicuramente aggravato tali situazioni debitorie: e la strana moria avviene, proprio mentre si discute della necessità di separare la rete dell’Incumbent dai servizi.” Assoprovider denuncia una scarsa liberalizzazione del mercato: “Questo a dimostrazione che in Italia non esiste una vera liberalizzazione del mercato, che quella che c’era arretra, e che le autorità preposte alla vigilanza, AGCOM e AGCM rimangono sovente a guardare senza colpo ferire. Ma più complessivamente, tutta la classe dirigente del paese si dovrebbe preoccupare di questo arretramento nella liberalizzazione del settore delle Comunicazioni”. E conclude con una ipotesi e una domanda: “Assoprovider stima che con l’ introduzione del canone naked ed il conseguente aumento del 30% del costo delle adsl all’ ingrosso, il numero di aziende TLC in difficoltà aumenterà esponenzialmente con una drastica riduzione della concorrenza sul mercato e la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro. A quel punto, la separazione della rete a quali superstiti concorrenti gioverà?“.

Autore: ITespresso
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