Banda larga, che fine ha fatto il piano Romani?

NetworkReti e infrastrutture

Il progetto del vice-ministro Paolo Romani, che vuole combattere il Digital Divide italiano e portare la banda larga in tutta la penisola entro il 2012, è paralizzato. Milano e Roma, invece, puntano sulla super banda larga

Il Piano Romani, emerso dopo la consegna del Progetto Caio, per portare la banda larga in Italia entro il 2012 (in tempo per E-gov 2012), sembra insabbiato: fermo, senza aver ottenuto l’ok definitivo del Cipe.

Che fine ha fatto il piano Romani da 1,47 miliardi di euro , che dovrebbe azzerare il Digital Divide in Italia? Di sicuro ci sono gli 800 milioni, ma sul resto è silenzio.

Gli 800 milioni di euro sono il cuore del piano anti Digital divide. Ecco il Piano in cifre: collegamento a 2 Mega garantito a tutti gli italiani; 763 milioni di euro in opere civili e materiali; 617

milioni in hardware, software, installazioni, collaudi; 90 milioni di progettazioni; il tutto per 33mila oper e infrastrutturali, pari a: 5145 scavi per fibra ottica; 5994 impianti wireless; 9642 interventi di componentistica esterna; 12886 lavori impiantistici; con il lavoro di 4mila ingegneri, 11mila tecnici, 13mila operai specializzati, 15mila operai comuni e 6mila impiegati.

Ma se il piano Romani è fermo, Milano e Roma puntano sulla super banda larga da 100 megabit al secondo.. Milano ha cablato in fibra ottica metà dei 60mila palazzi e promette di cablare l’area urbana entro il 2015. Roma ha lanciato un progetto da 600 milioni di euro per cablare interamente la capitale: Roma poserà altri 4.000 chilometri, da aggiungere agli 8.000 chilometri di strade e già 2.000 chilometri di fibra. Telecom coprirà il 75% dell’investimento previsto e la parte rimanente dagli altri operatori.

Secondo l’Ocse, ogni euro investito in progetti di banda larga genera 4 euro di Pil (prodotto interno lordo).

Autore: ITespresso
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