Banda larga e Italia digitale: solo promesse elettorali?

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SOStariffe.it fotografa lo stato dell'Adsl Italia

Al voto, al voto: siamo alla vigilia di una nuova tornata elettorale e puntuale torna in agenda il tema del Divario digitale in Italia. Alle elezioni politiche del 2006 temi come azzeramento del Digital Divide, banda larga per tutti e accesso universale in Rete tennero banco. Nelle ultime settimane Sardegna e Lazio hanno dato la sveglia alla politica, mettendo la lotta al divario digitale fra le priorità delle due regioni. Ma il resto del paese che fa?

In attesa dell’esito dell’asta WiMax (13 febbraio) e alla vigilia di una campagna elettorale all’ultimo voto, gli addetti ai lavori si chiedono sebanda larga e lotta al divario digitale tornano ad essere sogni nel cassetto. E che fine farà la separazione della Rete Telecom? Forse la nuova campagna elettorale potrà dare risposte a questi interrogativi.

Negli Stati Uniti le primarie per decidere i candidati dei Partiti Democratico e Repubblicano si svolgono anche su YouTube, a colpi di video.

In Italia avremo una campagna elettorale così frizzante e Web 2.0, in un paese ancora attraversato dal Digital Divide ? In cerca di voti, gli opposti schieramenti

prometteranno banda larga per tutti, accesso universale e fine del Divario digitale? Il 13 e 14 aprile si voterà, ma non sappiamo se la banda larga finirà come un sogno nel cassetto. A ricordarlo è Anti Digital Divide (ADD), l’associazione che teme che l’attuale voto anticipato non abbia altro effetto che “far slittare a data da destinarsi decisioni e interventi sui problemi delle reti di comunicazione italiane“.

L’ex ministro Paolo Gentiloni aveva promesso “banda larga in tutte le case degli italiani entro il 2011“: il suo successore prenderà in consegna questa promessa?

Vedremo, le elezioni sono alle porte. Monitoreremo con gli occhi aperti.

Certo, fa effetto a noi osservatori italiani sentire disquisire Hillary Clinton, Barack Obama e Huckabee di Neutralità della Rete (Net neutrality),

reti a larga banda come servizio universale

eccetera.

Noi italiani siamo ancora due passi indietro: prima di affrontare questi temi, forse dovremmo almeno azzerare il divario digitale all’interno del nostro paese e portare la banda larga italiana entro la media europea.

200 comuni italiani su 8.100 non sono coperti da alcuna risorsa di connettività a banda larga e 7 milioni di cittadini – il 12% dell’intera popolazione – sono oggi “cittadini di serie B” per quanto riguarda la banda larga.

Secondo un nuovo studio di Forrester Research, la penetrazione della banda larga a livello residenziale in Europa Occidentale crescerà di 48 milioni di abitazioni private nei prossimi sei anni, passando dalla penetrazione del 44% alla fine del 2007 al 71% entro la fine del 2013. Ma l’Italia, la Spagna e il Portogallo rimarranno indietro in materia di banda larga raggiungendo rispettivamente solo il 58%, il 61% e il 55% entro la fine del 2013. L’agenda politica e la campagna elettorale sapranno farsi carico e vorranno risolvere questi problemi?

Autore: ITespresso
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