Banda larga, entro il 2020 tutta Italia viaggerà a 30 Mega

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Banda ultra larga, Telecom e Fastweb investono insieme nella fibra
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Presentato il piano per la banda larga da 4,9 miliardi di euro. Le prime 10 città saranno coperte dalla broadband entro l’autunno

Il piano italiano per la banda larga rispetta quanto fissato dall’Agenda digitale europea: “L’Italia ha come obiettivo entro il 2020 di arrivare ad una copertura al 100% a 30 Mbps e di arrivare al 50% con un abbonamento a 100 Mbps“.

Banda larga, entro il 2020 tutta Italia viaggerà a 30 Mega
Banda larga, entro il 2020 tutta Italia viaggerà a 30 Mega

La prima fase del progetto vede coinvolta  Enel che intende portare la fibra ottica in 225 città italiane nell’arco di un triennio. Da subito in 5 città grandi città  – Bari, Perugia, Cagliari, Venezia e Catania -, in autunno in altri 5 capoluoghi: Firenze, Genova, Napoli, Palermo e Padova. Lo ha annunciato l’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi. La grande esclusa è Roma dove Enel non possiede più la rete, ceduta ad Acea.

Se la prima fase è dedicata ai “cluster A e B” con Enel, “il bando di gara per i cluster C e D“, per le aree a fallimento di mercato, “uscirà il 29 aprile per festeggiare i 30 anni di Internet: e per questo tutti gli operatori faranno una gara“, ha precisato il governo, ma si aspetta ancora il via libera di Bruxelles. Il fondo dello Stato ammonta a 4,9 miliardi di euro del Cipe, di cui 3,5 già stanziati (2,2 già destinati alle “aree bianche” o a non interesse di mercato).

L’ex monopolista elettrico, sfruttando la sostituzione di oltre 32 milioni di contatori in tutta Italia, porterà la fibra ottica nelle case degli italiani: ha già siglato accordo con Vodafone e Wind, ma è  aperta ad accordarsi con un paio di partner finanziari. Enel ha chiarito di auspicare l’ingresso di Telecom Italia, che spicca per la sua assenza.

La società Enel Open Fiber, costituita ad hoc a dicembre e guidata da Tommaso Pompei, ha stanziato ad oggi 2,5 miliardi di euro per l’intero triennio, da investire per il collegamento ultra veloce da portare alla maggioranza delle case (7,5 milioni) delle 225 città italiane (32 milioni di italiani), forte di una distribuzione capillare come la rete elettrica e con una riduzione dei costi stimata nell’ordine del 40% sulla cablatura tradizionale, con tempi di realizzazione brevi.  “Nessuno ci paga per fare gli scavi –  ha precisato Starace –  Non c’è una remunerazione. Una volta fatti gli investimenti venderemo questa capacità di collegamento agli operatori che vorranno utilizzarla. È su questa base soltanto che ci ripagheremo per quello che abbiamo speso“.
Infine Enel  punta a replicare il Piano in altri Paesia Bogotà, Rio, Lima e Santiago – dove è presente la sua rete di distribuzione.

Autore: ITespresso
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