Entro tre mesi il business plan per la Newco rete Ngn

CloudCyberwarManagementMarketingNetworkProvider e servizi InternetServerSicurezza
L'offera in fibra ottica secondo Vodafone

Si definiscono alcuni punti del “compromesso rete Ngn” secondo il memorandum d’intesa siglato da Telecom Italia e operatori alternativi. Intanto Neelie Kroes chiede incentivi e coinvolgimento Pmi

Telecom Italia e gli altri operatori alternativi (Vodafone, Wind, Fastweb, H3G, Tiscali e BT) hanno firmato un memorandum d’intesa per condivire le infrastrutture passive in merito a una nuova rete in fibra. La nuova rete fornirà i servizi in banda larga del futuro. Il ministro Giulio Tremonti ha dato l’ok alla Cassa depositi e prestiti (Cdp) per “partecipare sia in equity sia in conto finanziamento” al veicolo societario per lo sviluppo della banda larga in Italia. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani: il coinvolgimento di Cdp avvera’ “a patto che il business plan del veicolo societario sia tale da rendere remunerativo l’investimento“. Il business plan per Newco rete è atteso entro tre mesi.

Cosa significa? Probabilmente verrà realizzata una un Newco per gestire la transizione alla infrastruttura per la fibra. Fra tre mesi verrà messo a punto il business plan della Newco che dovrà realizzare la rete di nuova generazione per la banda larga nelle aree poco appetibili agli operatori privati. La societ’ che gestire la rete NGN – in base agli accordi, solo laddove i singoli operatori non vorranno/potranno intervenire in prima persona – si occuperà soltanto delle infrastrutture passive {scavi, cavidotti, canaline eccetera}.

Il presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, ha commentato con una punta di amarezza: “Non è quello che io e Romani volevamo, non è quello che volevano gli operatori, ma è il miglior compromesso possibile di interessi complessi“.

Parlando di Digital Agenda, il commissario Ue alle Tlc e vicepresidente della Commissione europea, Neelie Kroes ha detto che “è importante coinvolgere anche le Piccole e medie imprese (Pmi) nell’agenda digitale anche perche’ sono preoccupata del fatto che milioni di nostre imprese stanno concedendo un vantaggio competitivo alle imprese estere che hanno connessioni molto piu’ veloci delle nostre“. Lo ha detto il vicepresidente Commissione Ue in audizione alle commissioni Comunicazioni e Politiche Ue di Senato e Camera. Bisogna “creare incentivi e condizioni migliori – ha continuato Kroes – per avere gli sforzi concordati del settore pubblico e privato“. Per “creare un mercato unico digitale serve che tutti i paesi abbiano una spina dorsale adeguata e “si dotino della banda larga entro il 2013 e di quella veloce entro il 2020“.
L’Italia ha molto da guadagnare con l’agenda digitale che intende portare la banda larga a tutti gli italiani entro il 2013 e la banda ultralarga entro il 2020. “Dovranno essere spesi 800 milioni di euro nel periodo 2009/2013 per l’attuazione delle infrastrutture” ha concluso. Che si tratti dei famosi 800 milioni di euro, prima congelati dal governo, e poi decimati? Vedremo.

Kroes ha chiesto che almeno una parte degli introiti derivanti dall’asta le frequenze liberate dallo swith off (migrazione della tv analogica al digitale terrestre) dovrà rimanere al settore delle Tlc. Negli Usa Fcc ha appena varato il superWiFi con le frequenze Tv (liberate dall’analogico allo switch-off digitale). La Germania ha ricavato 4 miliardi di euro con l’asta frequenze.

Anche perché nelle ultimo studio Cisco sulla banda larga, l’Italia non fa alcun passo avanti.

Banda larga con Agenda Digitale
Banda larga con Agenda Digitale
Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore