Banda larga, Galateri chiede al Cipe di sbloccare gli 800 milioni

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Gabriele Galateri, delegato di Confindustria per le comunicazioni e lo sviluppo della banda larga, afferma: “E’ importante che il prossimo Cipe sblocchi i finanziamenti previsti per il superamento del digital divide”

Divario digitale e banda larga continuano a tenere banco, anche se non occupano più le prime pagine dei media mainstream. Gabriele Galateri, delegato di Confindustria per le comunicazioni e lo sviluppo della banda larga, chiede al Cipe di sbloccare gli 800 milioni di euro, i famosi finanziamenti congelati dal governo Berlusconi, ma destinati al superamento del digital divide (divario digitale che oggi spacca in due l’Italia e pone un freno all’innovazione delle Pmi e ai progetti di Pa digitale).

Il progetto di Confindustria per l’ “Innovazione digitale del Paese” è entrato nella seconda fase, centrata sugli incontri sul territorio. Lo ha illustrato lo stesso Galateri a Udine, ad un convegno sulla banda larga: “Confindustria ha effettuato una disamina molto attenta di queste problematiche e ha prodotto un documento che fa il quadro delle necessità e delle opportunità del Paese – ha aggiunto Galateri -. Proprio per questo siamo ora sul territorio, per la seconda fase del progetto che punta a creare una cultura digitale stimolando le aziende, soprattutto le medie e piccole, a conoscere i vantaggi, le economicità e le ricadute positiv e dell’ utilizzo della banda larga e delle applicazioni ad essa collegate”.

Proprio oggi, Massimo Giannini ha pubblicato un’editoriale suAffari & Finanzade La Repubblica, in cui denuncia la schizofrenia del governo Berlusconi sulla banda larga, come una tattica: per accerchiare l’Ad di Telecom Italia, Franco Bernabè. “Una banda larga libera, potenziata oltre i 2 Mbit al secondo e messa a disposizione di parecchi milioni di utenti, fa una maledetta paura al Premier. Per il suo impero Televisivo ci sono solo due alternative: o la controlla, o quella rete può soffocarlo”. Paura non immotovata, nell’anno in cui sul mercato Uk l’advertising online ha sorpassato gli spot T v.

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Autore: ITespresso
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