Banda larga in Europa, prezzi a confronto

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Secondo il Telegraph, nel Regno Unito il costo della broad band mensile per
Mbps è la più cara, mentre in Svezia è la più economica. Italia per una volta
promossa, anche se il divario digitale pesa sempre sul tasso di penetrazione
dell’Adsl

L’Italia non si piazza male in questo confronto prezzi sulla banda larga a livello europeo, elaborato dal Telegraph . In Italia, dimenticando per un attimo i noti problemi di digital divide e di penetrazione della banda larga, i prezzi medi delle connessioni a banda larga per Mbps sono quasi accettabili: non economici come in Svezia, ma neanche salati come in Gran Bretagna e Irlanda. Ecco qui i costi medi mensili per Mbps della broad band più cara in Europa: in Gran Bretagna il costo medio mensile per ciascun singolo Megabit è pari a 8,3 euro, in Spagna 9,38 euro e in Grecia si impenna a 24,99 euro, anche se i più cari sono Slovacchia e Ungheria. In Polonia, per esempio, anche se il costo medio per Mbps è di 9,78 euro, la connessione arriva a 7,5Mbps (valore medio), contro i 2,6Mbps (sempre valore medio) del Regno Unito. I costi medi per Mbps mensili sono invece abbordabili in Francia (1,23 euro) e la palma dell’economicità va alla Svezia (0,48 euro). Il nostro paese, la cui banda larga è sempre considerata di “serie B” a livello europeo (anche se in lieve miglioramento ), si piazza tra i meno costosi con 2,53 euro, poco più della Finlandia con 2,09 euro e meno della Germania con 3,91 euro. Ciò non toglie che i problemi, più volte da noi sottolineati sul Digital Divide italiano, permangano nella loro complessità: il 12-13% della popolazione risiede in aree rurali e in località di montagna non è raggiunto da connettività a banda larga, abbiamo il tasso di penetrazione inferiore in Europa e solo il 40% dei Comuni del territorio è oggi coperto da Adsl. C’è dunque ancora molto da lavorare, in attesa del WiMax.

Autore: ITespresso
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