Nel 2007 Ocse ha fotografato un incremento del 18% nel numero di connessioni internet veloci nei paesi dell’area. Gli abbonati alla banda larga in area Ocse l’anno scorso erano 235 milioni pari a una penetrazione al 20%, contro il 16,9% della fine del 2006.
Mentre cresce il broad band a due cifre e la penetrazione supera il 30% in diversi paesi (Danimarca, Paesi Bassi, Islanda, Norvegia, Svizzera, Finlandia, Corea e Svezia), l’I talia arranca ancora una volta: nel nostro paese la penetrazione si ferma al 17%, in crescita del 2,94% rispetto al 2006. Lussemburgo, Germania e Irlanda con un tasso di crescita del 5% trainano i paesi a diffusione broad band maggiore in area Ocse.
L’Ocse però non si limita a stilare classifiche, ma ha redatto una serie di consigli ai governi: per la diffusioni di reti, soprattutto a fibra ottica.
“Governi e imprese dovrebbero fare di piu’ per consentire la piena realizzazione del potenziale della banda larga, e portare avanti progetti pilota su settori come sanita’, trasporti e ambiente” afferma l’Ocse.
Il problema italiano è soprattutto l’assenza di alternative alle tecnologie Dsl. L a fibra ottica si arresta all’8% contro il 40% e 34% di Giappone e Corea,
rispettivamente. I suggerimenti dell’Ocse possono così essere sintetizzati: più concorrenza; promuovere nuovi network; mettere al centro la fibra ottica;
incentivare progetti test per sanità, trasporti e ambient
e, anche rafforzando i grid. I consigli dell’Ocse ai governi verranno affrontati nella prossima conferenza ministeriale sul futuro della Web economy a Seul i prossimi 17 e 18 giugno.
Nel nostro paese Telecom Italia proprio in questi giorni punta sulla fibra sottomarina per aggiornare l’infrastruttura tecnologica, grazie alla partnership con la cinese Huawei: l’investimento nella dorsale mediterranea aggiorna il backbone che collega l’Europa al Medio-Oriente, grazie a Telecom Italia Sparkle (che, secondo la blogosfera , sarebbe a rischio cessione, per risanare i conti).
Per i due cavi sotto il Mediterraneo, d all’Italia a Grecia, Turchia, Cipro e Israele, passa una banda di 640 gigabit. Il ritorno di Telecom a investire in infrastrutture strategiche, viene salutato con favore da tutti. Anche perché lo stato di salute della banda larga italiana non è dei migliori: il recente collasso del Mix , unito alla notizia della saturazione di molte reti Wholesale, hanno dipinto un quadro allarmante. Ma, con il BitStream e il prossimo lancio delle prime offerte WiMax, la situazione può migliorare, anche se per dare l’addio al Digital divide italiano c’è ancora parecchio da fare.


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Un commento
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da quello che vedo io italia al obiectivo telecomunicazioni e sotto 0 sotto ma sotto.
- prima ancora in italia ce internet su linea telefonica e non da per tutto io sonno a 20 km do roma e mi diconno ce piu di 2 mb non si puo perche sonno troppo longtano da citta.
- si paga un botto di soldi per niente che poi non funcziona benne.
- televizione si vede sollo col decoder
- segnale telefonico ancora ci stano aree dove non prendono tutti gestori di telefonia
In altri paesi e cosi con 9 ? ai su fibra ottica internet anche in omngtania se sei poi su i stessi 9 ? ai telefono e tv e forse alcuni di voi ditte che non e cosi bhe io sonno rumeno e in romania e germani e ungheria e cosi. Io non capisco una cosa italia e brava in tutte ma a telecomunicazioni e propio a la antica.
Posted by: fokozuynen, il 18 Novembre 2009 alle 0:13Pubblicità
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