Banda larga, Italia sotto la media Ue nella classifica Ecta

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European Competitive Telecom Association (Ecta) lancia l’allarme: l’Italia è sedicesima e va meglio solo di Grecia, Polonia e Romania. Inoltre la Ue è lenta nell’economia digitale e premia ancora le posizioni dominanti. Scarseggia la fibra ottica

La European Competitive Telecoms Association (ECTA), associazione di provider a cui appartengono anche AT&T, Fastweb, Tele 2, Tiscali, Vodafone, Virgin Media, Wind,boccia ancora una volta l’Italia nel mercato della banda larga.

L’Italia con il suo 20,3% è sedicesima, nella classifica Ecta, e va meglio solo di Grecia, Polonia, Slovacchia, Romania e Bulgaria (i fanalini di coda che si fermano al 15%). Nella parte alta della classifica, si piazzano i paesi nordici: Olanda con oltre il 30% e Danimarca.

L’Italia è cresciuta solo dell11,7% per attestarsi al 20,3%, ancora una volta sotto quasi di tre punti rispetto alla media Ue, ma soprattutto è il paese dove le posizioni dominanti sono più forti: al 57% come la Spagna.

Ma nella Ue a non brillare non sono solo l’Italia, ma anche altri fattori: innanzitutto scarseggia la fibra ottica; inoltre sono ancora premiate le posizioni dominanti a spese della concorrenza.

Gli incumbent detengono il 45,5%, ma in 12 paesi arrivano al 50% e in alcuni paesi (vedia Italia e Spagna) sfiora il 57%. Ciò va a discapito della competitività.

La fibra ottica si conferma, infine, una cenerentola nel mercato broad band dell’Europa a 27: la tecnologia in fibra è al 17%, guidata dalla Svezia al 7% (contro la media europea dello 0,4%).

Nel 2009 il 23,5% della popolazione europea accede in banda larga per un totale di 116 milioni di linee, in rialzo del del 5 per cento rispetto ai sei mesi precedenti e con un incremento del 14 rispetto all ‘anno precedente .

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Autore: ITespresso
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