Banda larga, la Ue punta su concorrenza e authority più forti

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Sono 90 milioni le linee broad band nell’Unione europea, ma lacune in tema di
concorrenza e debolezza dell’authority frenano alcuni paesi. Italia al quarto
posto

La Ue preme l’acceleratore sulla concorrenza nel mercato della banda larga. Il commissario Ue per le telecomunicazioni farà proposte ad hoc in un pacchetto di riforme delle regole per la telecomunicazione il prossimo 13 novembre, a partire dalla proposta del conferimento a tutte le authority nazionali del potere di separare le reti , ove esistono problemi di concorrenza. Il commissario Ue Viviane Reding è inoltre favorevole a un nuovo organismo pan-europeo, se Bruxelles non sarà soddisfatta della gestione delle authority nazionali. Nell’Europa a 25, escludendo Romania e Bulgari, la banda larga è cresciuta del 28,7% dal luglio 2006 al luglio 2007, con punte del 37,2% in Danimarca e del 33,1% in Olanda, ma con gap enorme in certe aree (il broad band si ferma al 5,7% in Bulgaria e al 6,6% in Romania). Con oltre 9 milioni e 400 mila connessioni broadband, +22,3% rispetto al 2006, l’Italia si piazza al quarto posto, dietro a Francia, Germania e Regno Unito. Sono 90 milioni le linee broad band nell’Unione europea (e 53.963 nuove linee al giorno), ma c’è bisogno di più concorrenza e di authority più forti. Il commissario Ue Viviane Reding ritiene che questo gap sia deleterio, essendo la banda larga un fattore chiave per spingere la crescita delle economie più piccole.

Autore: ITespresso
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