Banda larga: la Ue raccomanda prezzi comunitari

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In alcuni paesi dell’Unione europea i consumatori pagano fino a sette volte di più che in altri. Il mercato unico della banda larga è distorto

L’Associazione Anti Digital Divide ha denunciato alla Commissione europea Telecom Italia. L’accusa consiste in discriminazione degli utenti italiani che devono pagare per la banda larga prezzi meno convenienti, rispetto agli utenti francesi o tedeschi, e di mancata copertura della banda larga in molte zone del paese. Due accuse che arrivano nel giorno in cui Telecom Italia lancia in grande stile la broad band a 4 Mbps. L’Unione europea infine ha deciso di difendere i consumatori di banda larga della Ue, effettivamente discriminati nei prezzi dei servizi broad band: secondo la Commissione europea in alcuni paesi i consumatori pagano fino a sette volte di più che in altri. Si tratta di un caso di distorsione del mercato unico. Il prezzo delle linee “dovrebbe riflettere il reale costo della fornitura”, afferma la nota di Bruxelles. La palla ora passa alle authority nazionali, le quali devono fissare tetti ai prezzi secondo quanto raccomandato dalla Commissione. Un prezzo “comunitario” per non discriminare gli utenti all’interno delle frontiere Ue.

Autore: ITespresso
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