Banda larga, l’Italia approva piano da 6 miliardi di euro entro il 2020

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Il piano italiano per la ba banda ultra larga
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Il piano italiano per la banda ultra larga sarà attuato entro il 2020. La copertura dovrà raggiungere il 50% della popolazione. (Update: L’opinione di Elio Catania, numero uno di Confindustria Digitale).

L’Italia ha approvato il piano da 6 miliardi di euro, fra fondi europei ed investimenti italiani, per spingere la banda ultra larga lungo la Penisola. Il piano sarà attuato entro il 2020. Entro quella data, la copertura dovrà raggiungere il 50% della popolazione. L’Italia ha fatto marcia indietro sull’obbligo di sostituire il doppino in rame con la fibra ottica: Telecom Italia non sarà costretta a nessun switch off della sua rete in rame per passare alla fibra. Il piano è infatti basato sul principio della neutralità tecnologica: sarà il mercato a decidere la tecnologia da adottare per raggiungere gli obiettivi prefissati. In un primo tempo, sarà più diffusa la tecnologia FTTC (fiber-to-the cabinet) che FTTH (fiber-to-the home).

Il piano italiano per la ba banda ultra larga
Il piano italiano per la ba banda ultra larga

Oggi appena l’1% degli italiani con abbonamento a Internet naviga con velocità di 30 Mbps (megabit al secondo), secondo l’Authority italiana delle comunicazioni. Lontano dalla media europea del 21%. Il 31% degli italiani non ha mai navigato in Rete.

Il piano da 6 miliardi di investimenti consentirà la diffusione della banda larga, per centrare gli obiettivi fissati dal governo e dall’Europa per il 2020. Il progetto intende sviluppare un servizio da 100 Mbps nelle città più densamente popolate come Milano e Roma, e a 30 Mbps nelle altre regioni.

L’economia italiana è in stagnazione da due decenni e punta sull’economia digitale per tornare a crescere. In Italia lo Spread digitale vale 10 milioni di euro al giorno pari a 3,6 miliardi di euro all’anno (fonte: Censis), l’economia digitale potrebbe imprimere una spinta del PIL pari a 5 punti percentuali.

Secondo i dati NetIndex di inizio settembre, perfino la Grecia ha superato l’Italia nella velocità in download. Nella banda larga, l’Italia è già da allora fanalino di coda tra i Paesi del G8, penultima in Europa e maglia nera fra i 34 Paesi Ocse.

UPDATE (ore 14.35): Il presidente di Confindustria Digitale Elio Catania ha commentato la “Strategia per la banda ultralarga e per la crescita digitale” varata ieri dal Consiglio dei ministri: “Finalmente un piano che mette al centro della politica di crescita la trasformazione digitale del Paese, puntando non solo allo sviluppo dell’infrastrutturazione Tlc, ma anche ad accelerare tutte quelle azioni, in primis lo switch off della Pa, indispensabili per stimolare la domanda, vero digital  divide italiano. La scelta della neutralità tecnologica costituisce la chiave per favorire la piena collaborazione dell’industria Ict, ponendo le condizioni per stimolare la competizione di mercato a beneficio dell’innovazione”.

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