Banda larga, l’Italia è fanalino di coda in Europa

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Akamai ha pubblicato il suo Rapporto sullo Stato di Internet nell’ultimo trimestre del 2010. Italia con il freno a mano tirato. Costanza, in Romania, è ancora la città più veloce in Europa

In Italia, il 10% delle connessioni supera la velocità di 5 Mbps (rispetto al 7,7% del trimestre precedente), l’83% si colloca al di sopra dei 2 Mbps (82% nel trimestre precedente), mentre l’1,1% è al di sotto dei 256 Kbps (1,3% nel trimestre precedente). La velocità media di connessione in Italia nel quarto trimestre del 2010 si attesta sui 3,4 Mbps.

La lentezza delle reti informaticheitaliane è stata ancora una volta fotografata dal rapporto di Akamai, che ha analizzato la velocità media di connessione delle singole città in tutto il mondo. Le città asiatiche hanno dominato la classifica delle top 100, occupando il 75% delle posizioni. Per i più curiosi è Taegu, in Corea del Sud, in vetta alla classifica con una velocità di connessione media di 18,4 Mbps. Sono 12 le città europee (in 8 Paesi, ma non in Italia) che rientrano nella classifica delle 100 città più veloci al mondo (due perfino in Romania). Costanza, in Romania, è ancora la città più veloce in Europa . Nel quarto trimestre 2010, i Paesi europei dominano la classifica dei primi 10 per diffusione della connessione a banda larga (con velocità dai 2 Mbps in su). L’adozione della high broadband (con velocità dai 5 Mbps in su) ha continuato a crescere in Europa.

Ma l’Italia è penultima in Europa (insieme alla Grecia e davanti solo alla Spagna), e quattro volte più lenta dei 13,7 Mbps della Corea del Sud. Lontano anche dal Giappone, che ha una velocita’ media complessiva di 8,3 Mb al secondo, con circa 60 citta’ tra le prime 100. Riporta eWeek Europe: “In Italia esiste un divario di 2,05 Mbps tra il provider che offre la velocità di connessione mobile media maggiore (2,90 Mbps) e quello che offre la velocità media minore (0.85 Mbps). Le velocità di connessione massime offerte dagli operatori italiani vanno dai 6,44 Mbps agli 11,58 Mbps”.

Il numero di indirizzi IP unici registrati in Italia nel quarto trimestre del 2010 è aumentato dell’8% rispetto al trimestre precedente. Nel mondo, con oltre 556 milioni di indirizzi IP unici, sono aumentati del 4,2% rispetto al terzo trimestre del 2010 e del 20% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

Infine, un’altra nota dolente: All’Italia va il poco lusinghiero primato come origine di attacchi da reti mobili. La Russia è la principale fonte di traffico legato agli attacchi.

Akamai: Italia con il fremo a mano tirato su Internet
Akamai: Italia con il fremo a mano tirato su Internet
Autore: ITespresso
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