Banda larga, l’ONU rilascia il rapporto 2012

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Il rapporto ONU, intitolato “State of Broadband 2012 Report: Achieving Digital Inclusion for All “, redatto dagli analisti dell’ITU, fa il punto sulla banda larga nel mondo. Presto la Rete parlerà prevalentemente cinese invece che inglese

L’ONU ha rilasciato il rapporto 2012 del Broadband Commission for Digital Development, intitolato “State of Broadband 2012 Report: Achieving Digital Inclusion for All “. Il rapporto ITU fa il punto sullo stato della banda larga su 177 economie del mondo. Pubblicato dalla 67esima Assemblea Generale, al sesto meeting di New York City, traccia i progressi nello sviluppo della banda larga e delle reti super veloci NGN. Ban Ki-moon, segretario dell’ONU, ha definito la banda larga una “tecnologia di trasformazione che ha il potenziale per stimolare progressi nei tre pilastri dello sviluppo sostenibile: prosperità economica, inclusione sociale e sostenibilità ambientale“.

Oggi 119 paesi hanno un piano nazionale ad hoc per sviluppare la banda larga, ma c’è ancora molto da fare. La banda larga sta trasformando le nostre vite, con un’innovazione continua. Anche la banda larga mobile offre servizi di m-health (salute in mobilità), formazione a distanza (Fad) e m-learning (l’e-learning via mobile), mente i pagamenti mobili o m-payment stanno per portare le micro-transazioni laddove finora c’era il baratto. Il rapporto ONU, redatto dagli analisti dell’ITU, scommette sull’importanza delle partnership pubblico-privato per accelerare il cambiamento.

Dal rapporto emerge che Internet parlerà presto cinese piuttosto che inglese: con il ritmo di crescita attuale, il numero di utenti online entro il 2015 parlerà non più inglese ma prevalentemente cinese. Del resto, il sorpasso dei cybernauti cinesi su quelli statunitensi è già avvenuto da un pezzo.

Inoltre Internet è un’affollata arena poliglotta e cosmopolita. Basta osservare che i servizi Linkedin, il social network per professionisti, sono disponibili in 17 lingue, Twitter in 21, Google Translate offre 63 lingueper traduzioni online, Facebook ha 70 versioni internazionali, mentre l’enciclopedia libera Wikipedia ha versioni fra le più localizzate, ben 285, più dei 193 paesi aderenti all’Onu.

Nel Rapporto ONU, l’Italia si piazza 29esima nel mondo per penetrazione della banda larga fissa, con 22,8 contratti ogni cento abitanti. Per quanto riguarda la banda larga mobile, invece, l’Italia è al 35esimo, con 31,3 connessi su 100. Ai primi posti svettano Liechtenstein con 71,6% e Singapore con 110,9%. Nell’ accesso a Internet, l’Italia è 47esima al 56,8%, contro l’89%e il 95% dei Paesi del Nord Europa, e contro il 79% della Francia, l’82% del Regno Unito e l’83% della Germania. S

Il rapporto ONU sullo Stato della Banda Larga @ shutterstock
Il rapporto ONU sullo Stato della Banda Larga
Autore: ITespresso
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