Banda larga non è servizio universale della UE

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Bruxelles si arrende: la banda larga non è la stessa in tutta la UE. Il concetto europeo di “Servizio Universale” delle Tlc non può essere esteso alla broad band. Adiconsum delusa

Le disparità fra i paesi nord europei e quelli del Sud Europa (con Italia e Grecia, eterni fanalini di coda) ha impedito alla UE di legiferare: L’Unione europea comunica che la banda larga non è servizio universale della UE. Il concetto europeo di “Servizio Universale” delle Tlc non può essere esteso alla broad band, a causa della mancata armonizzazione fra i paesi.

La consultazione pubblica risale al marzo 2010, ma la decisione andava presa solo se avesse apportato reali benefici all’economia. Ma secondo la Commissione non c’è rischio di esclusione sociale.

L’Italia, attraversata dal Digital Divide, è in fondo a quasi tutte le classifiche internazionali sulla banda ultra larga (vedi Akamai, Wef, Ftth, Istat, Eurostat, Oecd, Ofcom, Università di Oxford per Cisco eccetera). Adiconsum critica, delusa: “Adiconsum – sostiene Pietro Giordano, Segretario Generale di Adiconsum – sperava nella scelta europea di includere Internet nel servizio universale per far fare un salto di qualità all’Italia. Ora diventa indispensabile rivedere le norme che regolano il nostro servizio universale per garantire almeno nel diritto nazionale, come hanno fatto altri paesi europei, una velocità minima di banda larga. In Italia ora è garantita una velocità di 56Kbit/s, del tutto anacronistica, e soprattutto responsabile di esclusione sociale, disattendendo i principi che regolano il servizio universale“.

L’altro ieri AgCom ha dettato le nuove regole per lo sviluppo delle reti Ngn  per banda ultra larga.

Reti Ngn

 

Autore: ITespresso
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