Banda larga: sette milioni gli utenti domestici

Aziende

Digital Magics, in collaborazione con Doxa, ha presentato BroadBand People,
l’Osservatorio sui trend di consumo di contenuti digitali in Italia, basato su
una ricerca volta ad individuare l’effettivo utilizzo della banda larga

Sette milioni di italiani hanno una connessione veloce, altrettanti possiedono un cellulare Umts o la i-Tv (Pay Tv satellitare, Digitale terrestre e Iptv) e nel 45% dei casi appaiono entusiasti della banda larga, percepita sempre di più come ?un’innovazione rivoluzionaria?. È sui BroadBand People, gli italiani dotati di almeno una connessione a infrastrutture veloci, e sull’impatto della banda larga nel mercato degli e-content che verte la seconda edizione dell’?Osservatorio sui trend di consumo di contenuti digitali?, promossa da Digital Magics (leader nella produzione e distribuzione di contenuti interattivi e format per piattaforme digitali), in collaborazione con l’Istituto di ricerche Doxa. Rispetto al 2004, anno della prima edizione di BroadBand People, in cui già 4 milioni di italiani possedevano l’Adsl, ma l’uso dell’Umts e della i-Tv era ancora marginale, lo scenario ora tratteggiato appare molto più articolato. Su un campione di 500 individui intervistati, in possesso di almeno una tecnologia di accesso a infrastrutture veloci, il 73% è dotato di connessione veloce Adsl o fibra ottica, il 32% è abbonato alla pay-tv e il 36% possiede il Digitale terrestre (Dtt). Non solo, la maggioranza di possessori di Dtt sono dotati di più devices broadband, che usano spesso in contemporanea, e uno su tre è anche abbonato a Sky. In generale, si registra un crescente entusiasmo verso la banda larga, dovuto proprio a una più diffusa conoscenza dei diversi servizi offerti, anche se per il 15% degli intervistati questi servizi sono ancora insufficienti e datati rispetto ai nuovi media a connessione veloce. Il mercato dei contenuti su reti veloci sembra essere in attesa di prodotti più interessanti. A livello di consumi, infatti, l’80% degli intervistati dichiara di non aver acquistato contenuti digitali, un po’ per disinteresse nei confronti dei contenuti attualmente disponibili (44%), e un po’ per mancanza di fiducia verso i sistemi di pagamento online (29%). Inoltre, spesso il non acquisto è motivato dalla qualità inferiore di un prodotto, sia esso per esempio una partita o un film, quando è fruito su cellulare o Pc, e non tramite il tradizionale canale televisivo. Il 20% degli intervistati dichiara, invece, di aver acquistato contenuti digitali e di averlo fatto principalmente via Internet, un dato sul quale hanno probabilmente inciso le ?nuove? modalità di connessione veloce. Adsl e fibra ottica hanno infatti cambiato radicalmente il modo di navigare in Internet, e soprattutto hanno fatto registrare un aumento del numero di fruitori di contenuti entertainment come file musicali (45%), film (22%), videogames (16%), e anche di partite online (12%). Si è indebolito, invece, l’uso di contenuti più professionali come i servizi, la consultazione di cataloghi, l’e-government e gli acquisti online. L’uso della tecnologia Umts si è rivelato, invece, una scelta di telefonia rivolta all’utilizzo di contenuti ?fast?, ovvero da prendere e consumare velocemente, come il download di suonerie, loghi e videogiochi, la consultazione di siti Wap e l’acquisto di eventi sportivi. Anche la i-Tv ha cambiato le modalità di fruizione di contenuti digitali. Innanzitutto il 58% dei BroadBand People dichiara di conoscere la Tv satellitare e la considera come canale preferenziale per l’acquisto di contenuti entertainment (film, spettacoli o partite); buoni risultati anche per il Dtt conosciuto dal 36%; rimane invece ancora in ombra la Iptv, ovvero la Tv su Adsl (15%). Interessante è notare come fra i motivi di acquisto di un decoder digitale non vi sia soltanto la visione delle partite di calcio (29%), ma anche la possibilità di avere a disposizione diversi canali televisivi: questo fa ricredere sulla convinzione che l’utente di Dtt sia soltanto il tifoso di calcio. Le piattaforme di accesso ai contenuti digitali tendono quindi a moltiplicarsi e a diffondersi sempre di più: la banda larga è percepita come un’innovazione, ma i prezzi risultano ancora eccessivi, soprattutto in rapporto all’offerta che appare ancora insufficiente e inadeguata.

Autore: ITespresso
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