Banda ristretta: I fondi per la banda larga tagliati da 800 a 100 milioni

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L’Agenda Digitale ha messo la banda larga fra i sette punti salienti del piano di informatizzazione UE. Ma gli 800 milioni di euro per la banda larga in Italia, in stand-by da un anno, si sono ridotti a 100

Tanto tuonò che piovve. Scomparsi un anno fa, avvistati più volte tra le nebbie fitte (della crisi e fra le pieghe dei decreti), ad un certo punto dimezzati, alla fine sono evaporati. Si sono sciolti come un gelato al sole, nonostante gli appelli bipartisan. Parliamo dei fondi per la banda larga, prima messi in stand-by e oggi ristretti da 800 a 100 milioni di euro: la lotta al Digital (e al Bandwith) Divide è una priorità di tutti i governi al mondo, escluso quello italiano. Siamo passati dalla penuria (800 milioni di euro erano già pochi rispetto ai piani da 10-15 miliardi di euro richiesti per le Reti Ngn) alla scarsità. Tagliati drasticamente.

La Relazione Annuale dell’AgCom, tenuta dal presidente Corrado Calabrò pochi mesi fa, non ha evidentemente risvegliato l’interesse (sopito, dai tempi dello stand-by degli 800 milioni) per la banda larga.

Lo scorso maggio, Assinform, con il suo Rapporto Annuale, aveva sottolineato i ritardi italiani negli investimenti in informatica (IT), con dinamiche di mercato fiacche; e soprattutto con un’intensità dell’uso dell’informatica (IT) poco compatibili con le ambizioni di un paese sviluppato. Con un rapporto spesa IT/PIL pari a 1,9% e una spesa IT/procapite pari a 316 dollari, l’Italia è fanalino di coda: non solo dietro a Usa (4,0% e 1411 dollari) Giappone (2,3%, 838 dollari) e Germania (3,4%, 880 dollari), ma anche al Regno Unito (3,3%, 972 dollari), alla Francia (3,4%, 856 dollari) e alla Spagna (2,0%, 316 dollari).

La PA Digitale potrebbe generare risparmi per 30 miliardi di euro (fonte: Confindustria), ma alla riforma Brunetta (E-gov 2012) serve la banda ultra larga. La banda larga porterebbe 50mila posti di lavoro in 33mila cantieri anti-ciclici. Invece il governo salva le “briciole”: 100 milioni (composti anche da fondi regionali, e forse serviranno a cablare le aree industriali principali). Gli 800 milioni di euro erano stati stanziati dal precedente governo Prodi per azzerare il Digital Divide in Italia, che riguarda circa il 13% degli abitanti.

Ecco allora alcune domande per il governo. L’innovazione è un tema da mettere sul tavolo? Non c’è urgenza? La fibra ottica fa parte dei programmi di exit strategy? L’IT fa parte dell’agenda politica italiana? Usare la leva dell’IT per far ripartire l’economia, superando i cronici ritardi che condizionano lo sviluppo della società digitale in Italia, non sembra una priorità di questo governo, anche se Digital Agenda mette la banda larga fra i sette punti dell’Unione europea (la banda larga dovrà raggiungere i 30 Mbps per tutti entro il 2020). Ancora una volta, l’Italia non è un paese per Internet.

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