Banda ultra larga, la Commissione europea fa il punto sullo sviluppo NGA in Italia

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Banda ultra larga, la Commissione europea fa il punto sullo sviluppo NGA in Italia
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L’Europa pubblica il nuovo Report sulla copertura NGA in Europa. Ecco qual è lo stato della banda larga in Italia

In occasione della pubblicazione del nuovo Report sulla copertura NGA in Europa, Bruxelles esamina il piano italiano per la banda larga, focalizzato su tre aree di sviluppo per la broadband: lo sviluppo delle reti con accesso di prossima generazione (NGA), con l’aiuto degli investimenti da parte di operatori Tlc privati, è quello più enfatizzato. L’Italia, inoltre, adotta uno schema nazionale, basato sugli aiuti statali, per supportare la banda larga nelle aree remote.

Banda ultra larga, la Commissione europea fa il punto sullo sviluppo NGA in Italia
Banda ultra larga, la Commissione europea fa il punto sullo sviluppo NGA in Italia

Il piano consiste nell’azzerare il divario digitale ed innalzare la connettività da 2 a 20 Mbps nelle cosiddette aree “a fallimento di mercato”. Roma prova anche a spingere l’adozione della fibra ottica ed implementare labanda larga fissa e mobile. Per ridurre il digital divide, c’è stata anche un’asta per le risorse dello spettro nella banda da 800MHz, dedicata al supporto dello sviluppo della tecnologia Long Term Evolution Technologies (LTE) nelle aree remote e in coordinamento coi piani regionali italiani.

Responsabili del piano e della sua implementazione, spiega il rapporto europeo, sono il Dipartimento per le Comunicazioni e il Ministero dello Sviluppo Economico. Il piano è stato adottato nel 2011 e costituisce le basi dello schema adottato nel 2012 (SA.34199 (2012/N).

Nel 2015 la copertura fossa è pari al 99.3%, quella NGA si ferma al 43.9% (fonte:Digital Economy & Society Index – DESI). A lungo termine la copertura raggiungerà i 30 Mbps per il 100% degli italiani fino al 2020. Il piano italiano punta a coprire l’85% delle case, con una penetrazione del 50% dei servizi a 100 Mbps dal 2020.

A fine 2014, la DSL copriva il 98%, la VDSL il 24%, il FTTP il 19%, il WiMax arrivava al 47%, HSPA raggiungeva il 98%, LTE (4G) il 77%, il satellite il 100%, mentre spiccano allo 0% Standard Cable e Docsis 3 Cable.

A metò settembre il presidente della Ceuropea Juncker ha annunciato il pacchetto Telecom: l’iniziativa WiFi4EU potrebbe generare un aumento del PIL europeo di 910 miliardi di euro e contribuire a creare 1,3 milioni di nuovi posti di lavoro

Autore: ITespresso
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