Barcellona si prepara ad abbandonare Microsoft per il software open source

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Barcellona nella fase iniziale sostituirà il software client e server di posta elettronica, Internet Explorer, e le applicazioni della suite di Office a favore di OpenXChange, Mozilla Firefox e OpenOffice

Non è una storia nuova quella di un’importante città europea che decide di dire basta al software proprietario a favore di quello open source. Tutti ricorderanno infatti il tentativo di Monaco di Baviera (non l’unica città in verità), era la fine del 2006, undici anni fa, ma a questo tentativo seguì anche la “ritirata” e il ritorno tra le braccia di Microsoft Windows proprio alla fine dell’anno che si è appena concluso.

Ora sembra la volta di Barcellona che entro la primavera del 2019 punta a soppiantare Outlook, Office e Internet Explorer, ma pare anche del sistema operativo. La città sta investendo quindi il 70 percento del budget per il software in progetti open source che dovrebbero diventare operativi proprio alla fine del mandato del governo attuale.

Eventuali problemi saranno a carico del governo successivo. Come sistema operativo arriverà una distribuzione Linux Ubuntu, già sperimentata su mille desktop, su uno specifico processo della PA, lo rivela il quotidiano spagnolo El Paìs

La commissaria per l’Innovazione Digitale del distretto di Barcellona Francesca Bria spiega che nella fase iniziale si sostituirà progressivamente il software client e server di posta elettronica (Outlook/Exchange), Internet Explorer, e le applicazioni della suite di Office a favore di Open-XChange, Mozilla Firefox e OpenOffice.

Public Money Public Code Foundation

Così Barcellona si prepara ad aderire all’iniziativa Public Money Public Code Foundation della Free Software Foundation Bria aggiunge: “I fondi che arrivano dai cittadini devono essere investiti in soluzioni che possano essere riutilizzate e adattate a un ecosistema locale”. Ovviamente la mossa è volta a ridurre i costi delle licenze ma soprattutto la dipendenza da pochi fornitori, con conseguenti riflessi sui contratti già in essere da decenni.

E il software open source sviluppato da Barcellona sarà poi reso disponibili per altri comuni spagnoli in progetti come il monitoraggio dei sensori, sviluppato per la città (Sentillo) e già utilizzato a Dubai e in Giappone. Al momento, per sostenere questa iniziativa la città sta assumendo 65 ingegneri, metà pronti a iniziare il lavoro questo mese e l’altra metà il prossimo gennaio.

Per arrivare a un bilancio sull’operato bisognerà aspettare probabilmente la fine dell’anno prossimo, ma viene da augurarsi che Barcellona si sia effettivamente confrontata con Monaco di Baviera per analizzare a fondo perché la città tedesca ha rinunciato.