Basilea 2: opportunità o fattore di rischio?

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Le nuove norme, se affrontate adeguatamente, possono costituire un’opportunità di crescita per le imprese.

Un problema in più, un fattore di rischio volto a pesare sulle aziende, soprattutto se rientranti nella categoria Pmi, oppure, al contrario, un’opportunità, un elemento che può influire positivamente sull’organizzazione finanziaria e in definitiva sul business delle imprese? Questa domanda sintetizza le due possibili facce di Basilea 2, l’accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2007 (ma a quella data le banche dovranno già dimostrare di possedere tre anni di conformità operativa) e che influenzerà anche la gestione amministrativa e finanziaria delle aziende italiane. Un anno fa si diceva che sarebbero state soprattutto le aziende di piccole e medie dimensioni a risentire dei mutamenti richiesti, perché il rating determinato dalle banche sarebbe diventato una variabile strategica per regolare il costo e l’efficienza delle scelte di struttura finanziaria e di finanziamento degli investimenti, oltre che uno strumento di valutazione delle possibilità di crescita e di diversificazione. Di conseguenza si prevedeva un aumento dell’importanza delle funzioni finanziarie nelle imprese accanto a una maggiore attenzione alla programmazione delle risorse e alla gestione del credito. Giuseppe Zadra, Direttore dell’Abi (Associazione bancaria italiana), in un recente convegno sul tema, ha sottolineato che le modifiche apportate all’accordo hanno migliorato i parametri per il calcolo del rischio da parte delle banche. Fondamentale, tuttavia, è che gli istituti conoscano gli strumenti necessari per procedere a questo tipo di calcolo e che le imprese apprendano i requisiti considerati dalle banche. Secondo uno studio condotto da PriceWaterhouseCoopers su incarico della Commissione europea per valutare gli effetti che i nuovi requisiti minimi previsti da Basilea 2 avranno su banche e imprese, l’introduzione del nuovo accordo consentirà alle banche di tutta Europa di ottenere un risparmio del 5,3%. Il risultato sembrerebbe placare, almeno in parte, le preoccupazioni delle Pmi, in quanto gli 80-100 miliardi di euro che gli istituti di credito dovrebbero risparmiare, in base alle stime del sondaggio, aumenteranno in relazione alla quantità di credito concesso alle piccole e medie imprese. Nel rapporto è evidenziato che, nel caso di prestiti alle Pmi, gli istituti di credito dovrebbero presumibilmente poter registrare un risparmio del 10,99%. Anche Aristide Canosani, Presidente di Unicredit Banca, vede positivamente questo cambiamento in rapporto alle Pmi in quanto il volume dei finanziamenti erogati dagli istituti di credito in favore delle piccole e medie imprese aumenterà del 10%. Questo dato è emerso da simulazioni realizzate da Unicredit in previsione dell’adeguamento alle nuove regole sui requisiti patrimoniali, già applicate dalla banca da oltre un anno. Canosani manifesta ottimismo sul futuro del credito anche in considerazione di un incremento che, con l’ingresso di Basilea 2, subiranno i fondi da destinare ai fidi concessi alle Pmi. A suo parere le difficoltà lamentate dalle Pmi sarebbero legate alla ancora troppo spesso scarsa trasparenza dimostrata dalle aziende che richiedono un prestito, in merito alle previsioni d’investimento, all’andamento economico dell’impresa e alla redditività dei progetti. Intanto Abi e Confindustria all’inizio di dicembre hanno siglato un accordo che semplifica i rapporti tra banche e imprese in vista di Basilea 2. Il protocollo d’intesa prevede misure per migliorare le relazioni tra gli istituti di credito e le aziende. Il documento punta a definire il funzionamento e le modalità di gestione dei rapporti di conto corrente, con riguardo ai tempi di disponibilità delle somme versate sui conti e a trasparenza e confrontabilità delle condizioni applicate ai bonifici. Contratto autonomo di garanzia per agevolare l’accesso al credito da parte delle imprese e possibile introduzione di nuove forme contrattuali che favoriscano l’internazionalizzazione e l’attività di ricerca e sviluppo delle Pmi sono ulteriori elementi considerati nel protocollo. Inoltre, la certificazione per l’ottenimento del “marchio di qualità Basilea 2”, (per saperne di più su questa iniziativa promossa da Ag Consulting insieme a Kon e ad altre realtà vedere il sito www.marchiodiqualitabasilea2. com e www.marchiodiqualitabasilea2. com) che sarà rilasciata da B24B (Basel 2 for business) alle imprese che abbiano dimostrato l’adozione di una pianificazione finanziaria e un rendiconto delle informazioni a consuntivo e a preventivo richieste dal sistema creditizio, dovrebbe garantire alle aziende un più facile accesso al credito bancario. Ma a questo punto spostiamo l’argomento al settore Ict. Basilea 2 influenzerà, in qualche modo, le relazioni tra gli operatori di canale? E ancora, influirà sugli investimenti in tecnologia delle Pmi? Alcuni distributori, vendor e Var hanno espresso il loro punto di vista sull’argomento.

“Non ci sembra che negli ultimi mesi sia aumentata la pressione sui problemi del credito in relazione all’adozione da parte degli istituti bancari di Basilea 2”, dichiara Marco Gaioli, Responsabile Marketing e Comunicazione Executive. “L’osservanza delle norme da parte degli enti interessati non sarà così penalizzante per le Pmi, come al contrario si ritiene. La particolare congiuntura economica, inoltre, sta influenzando negativamente gli investimenti delle imprese, provocando un minore ricorso alla richiesta di finanziamento per realizzarli”. “Nel 2004 la conoscenza di Basilea 2 è aumentata”, afferma Enzo Cutrignelli, amministratore unico di Digits. “Ma ci sarà un cambiamento? E chi sarà interessato? Certamente le banche: il rating darà alla banca la dimensione della propria capacità di dare credito redditizio e di spalmarlo su tutto il portafoglio clienti con sistemi che, in parte, saranno meno empirici. Definite le tipologie delle banche (credito coop, banche popolari, regionali, di interesse nazionale…), ognuna, in base alla propria capacità di erogare il credito, dovrà scegliersi la clientela. Ma alla fine, probabilmente, cambierà poco nel sistema del credito del nostro Paese. Sicuramente le aziende più deboli riceveranno meno credito e pagheranno di più: ma ora non accade la stessa cosa? Mentre per le società di capitali la valutazione delle banche sarà legata in gran parte alla valutazione degli indici di bilancio che saranno rilevati e, per una parte minore ma non meno importante, alle valutazioni del funzionario che istruisce la pratica, cosa accadrà per le tantissime imprese non di capitali? Quali saranno gli elementi di valutazione, se il bilancio non esiste? Sicuramente le intuizioni del funzionario di banca, i conti personali dell’imprenditore, quelli della famiglia e i buoni pluriennali emessi dalla stessa banca e propinati al piccolo im- prenditore per dargli un po’ di credito. Non è sfiducia ma, dal mio punto di vista, senso pratico delle cose”. “Vedo positivamente l’arrivo delle nuove norme, consapevole dei problemi che, almeno nel breve periodo, la maggior parte delle Pmi dovranno affrontare”, precisa Alexandre Child, Chief Financial Officer Ingram Micro. “Basilea 2 sancisce in modo perentorio quanto il ‘fattore finanza’ sarà fondamentale in ogni processo di crescita duraturo e sostenibile. La finanza dovrà mettersi a disposizione delle imprese, le quali dovranno dare sempre più spazio alla funzione finanziaria, area spesso trascurata a favore delle attività di vendita e produzione. L’indebitamento bancario a breve è ancora oggi la principale fonte di finanziamento delle aziende medio piccole. È necessario un cambiamento culturale che porti a una crescente domanda di formazione e di strumenti con l’obiettivo di capitalizzare l’impresa per non restare fuori dai giochi. E Basilea 2 obbligherà ad andare in questa direzione e imporrà a tutti sacrifici. Ma se da un lato l’adozione di metodologie oggettive di valutazione del credito porterà a spersonalizzare le relazioni tra banca e impresa, dall’altro, le banche avranno l’opportunità di offrire alle imprese una maggior differenziazione in termini di strumenti alternativi al finanziamento classico. Assisteremo a una maggior competizione tra gli operatori finanziari che porterà occasioni di miglioramento dell’offerta del credito in termini di qualità e prezzo. Sarà un processo lungo ma se tutti gli attori si muoveranno nella stessa direzione ne beneficerà l’intero sistema economico in termini di ritrovato dinamismo e opportunità di sviluppo”.

Ma Basilea 2 influenzerà il rapporto tra distributori, vendor e rivenditori ? Probabilmente saranno i rivenditori a percepirne il peso, in quanto, come sottolinea Child di Ingram Micro, rientrando nella categoria Pmi, sentiranno di più i problemi legati alle nuove normative. “Non c’è nessun timore per quanto riguarda il nostro rapporto con i vendor”, puntualizza Gaioli di Executive. “Basilea 2 potrà dare qualche problema a quei rivenditori che hanno necessità a trovare finanziamenti per il circolante. Da tempo Executive ha introdotto, nelle proprie procedure per la concessione di credito ai clienti, valutazioni volte a premiare i partner che hanno comportamenti virtuosi”. “Il rapporto con i vendor sarà influenzato nella misura in cui le società assicuratrici ridurranno il rischio”, ammette Cutrignelli di Digits. “Il vendor si troverà di fronte alla necessità di ridurre i propri partner. E chi gli farà i fatturati? La Gdo e pochissimi distributori? Per come stanno andando i mercati in questo momento, mi sembra un po’ difficile”. Una relazione improntata al dialogo, alla collaborazione, iniziative di formazione e informazione sono gli elementi strategici nella relazione tra distributori e rivenditori per aiutare questi ultimi a conoscere meglio le norme di Basilea 2 e ad approcciare le aziende clienti che vogliono attrezzarsi tecnologicamente per far fronte alle esigenze imposte dalle nuove normative. “Lavoreremo in stretta collaborazione inizialmente con i rivenditori più esposti sul lato bancario, mettendo a disposizione le nostre competenze finanziarie”, afferma Child. “Sarà un’attività di informazione su tutti gli aspetti legati a Basilea 2 per consentire ai nostri clienti di prepararsi a questo cambiamento”. “Nei mesi scorsi abbiamo svolto un’intensa attività informativa per fare chiarezza e sfatare alcuni luoghi comuni che parevano distorcere la percezione delle influenze che il nuovo quadro normativo avrebbe potuto avere sull’accesso al credito da parte delle Pmi e dai nostri clienti”, spiega Gaioli. “Con i nostri clienti ne parliamo continuamente”, dice Cutrignelli. “Purtroppo ci troviamo di fronte a operatori che non hanno la percezione dell’impatto che Basilea 2 avrà sull’economia in generale e sui nostri dealer, che spesso sono imprese di famiglia, con poche risorse ma tanta buona volontà”.

Basilea 2 influirà sugli investimenti in tecnologia delle aziende utenti finali? Questa è l’ultima domanda che abbiamo posto ai distributori. Più che le nuove norme sembra pesare sugli investimenti in tecnologia il momento congiunturale difficile; tuttavia, può rappresentare l’occasione per rinnovare un sistema informatico obsoleto per cambiare mentalità ed evolvere. “Così come era stata concepita all’inizio, Basilea 2 poteva risultare penalizzante per le Pmi, in quanto non differenziava adeguatamente le varie tipologie di controparti corporate”, dichiara Gaioli. “Nella versione finale dell’accordo si è posto rimedio a questo problema, ora non saranno le nuove norme contabili a frenare gli inve- stimenti delle Pmi, quanto il clima congiunturale generale. Non saprei dire se le Pmi faranno investimenti in soluzioni software che aiutino meglio a gestire la rappresentazione delle proprie attività verso le banche”, aggiunge Gaioli. “Non è un problema di software, è un problema di cultura d’impresa. Spesso e volentieri la redazione del bilancio è considerata solo una necessità fiscale e non uno strumento per parlare all’esterno della propria attività. Credo che di strada ce ne sia ancora tanta da fare”. Secondo Child partirà la ripresa degli investimenti da parte delle imprese che avranno saputo cogliere l’opportunità di strutturarsi in modo adeguato alle esigenze di Basilea 2. “Saranno dapprima investimenti necessari per far fronte alle richieste della normativa e quindi in strumenti di documentazione e autodiagnosi per dare un quadro fedele della situazione economico-finanziaria dell’azienda e rappresentarla correttamente alle banche”, conclude il manager.

Basilea 2 è un’opportunità per le imprese, anche per le Pmi. Questo è il punto di vista dei vendor intervistati da CRN. Grazie alla tecnologia, ma anche a un accrescimento delle competenze in ambito finanziario, le aziende potranno trasformare l’adeguamento alle normative in un’occasione per migliorare il proprio business. “Basilea 2, anche se non avrà la portata di eventi quali l’anno 2000 e il passaggio all’euro, potrà svolgere un ruolo di traino per il rinnovamento tecnologico delle Pmi”, afferma Rossano Ziveri, Direttore Microsoft Business Solutions Microsoft Italia. “La necessità di adeguarsi alle nuove normative potrà indurre le imprese che ancora non dispongono di soluzioni applicative gestionali, o che utilizzano soluzioni Erp datate, a munirsi di soluzioni aggiornate e innovative. E questo rinnovamento avrà effetti positivi sull’intero business delle aziende”. “L’evento imporrà alle imprese pianificazioni finanziarie più rigorose, una migliore gestione amministrativa e capacità di autovalutazione e di analisi strategica”, dice Tiziana Valzelli, Marketing Manager Oracle Applications Oracle Italia. “Sono azioni impegnative, soprattutto per le Pmi italiane, spesso sottocapitalizzate e poco pronte ad affrontare in modo organico i problemi amministrativi e finanziari. Tanto più che tutto questo dovrà essere finalizzato anche all’autovalutazione per la definizione del rating in base a cui le banche concede- ranno il credito destinato agli investimenti, per le Pmi, vi sarà la necessità di ristrutturarsi in modo strategico, acquisendo nuove professionalità. Basilea 2 rappresenta un’opportunità per queste imprese, che nell’adeguarsi alle normative possono perseguire una maggiore efficienza e una più chiara visibilità sul proprio andamento finanziario. Gli strumenti tecnologici avranno un ruolo di primo piano fornendo supporto gestionale, aiutando a organizzare i dati, a ottimizzare i processi e a pianificare le attività economico-finanziarie, oltre che a ottenere le stime utili a impostare un proficuo rapporto con gli istituti di credito”. “Basilea 2 è una minaccia per le imprese che giungeranno impreparate all’appuntamento ma rappresenta un’opportunità per quelle che si saranno attrezzate”, sostiene Fausto Pasotti, Marketing Manager Pmi Sap Italia. “Per le imprese il problema non sarà tanto di pricing quanto di non ottenimento del credito. Di conseguenza le Pmi dovranno agire tramite quattro strategie: accrescere le capacità di gestione; migliorare/ implementare la pianificazione; vendere bene il proprio progetto imprenditoriale al mondo bancario; gestire con continuità la comunicazione attiva con le banche, tutte attività irrealizzabili senza un sistema gestionale efficace ed efficiente”. “In seguito alle nuove normative – dichiara Luca Chiarito, Presidente e Amministratore Delegato Ibm Italia Servizi Finanziari – le imprese italiane dovranno diventare più sofisticate in rapporto alla gestione dei dati finanziari, instaurare un legame più forte con il mondo finanziario, investire di più su finanza e controllo, in tecnologia e strumenti per gestire le informazioni. Anche se l’introduzione di Basilea 2 è vista come un peso, un carico in più di lavoro, un fattore limitante per l’accesso al credito, in realtà è un’opportunità per le aziende italiane. La situazione di mercato in questo momento è strana: da un lato ci sono imprese che chiedono di investire, dall’altro ci sono società di credito e banche che consentono di farlo secondo regole a cui le aziende clienti non sono ancora disposte ad adeguarsi; l’incontro avviene secondo parametri non sincronizzati. Ma se le imprese italiane si abitueranno ai nuovi standard, se riusciranno a comunicare con parametri nuovi diventeranno più europee, più competitive e appetibili a livello internazionale. Il percorso farà crescere il tessuto economico del Paese, le Pmi italiane giungeranno a una gestione finanziaria più matura e le aziende che sapranno adeguarsi per prime ai nuovi parametri avranno un vantaggio competitivo sulle altre”.

Le nuove normative contabili influenzeranno il rapporto tra i vendor e il canale, soprattutto da un punto di vista formativo e informativo. “In termini di affidamento del canale Basilea 2 non avrà nessuna influenza, in quanto il rapporto di Microsoft con i rivenditori non è diretto ma mediato dai distributori, che realizzano concretamente la vendita”, spiega Ziveri. “L’impatto sarà significativo in termini di servizi e attività di informazione e formazione al canale sull’argomento: da mesi stiamo spiegando il valore delle soluzioni d’infrastruttura e delle soluzioni Microsoft Business Solutions anche in relazione alle richieste di Basilea 2”. “I nostri partner sono attenti alle richieste del mercato e anche a fornire ai loro clienti le tecnologie necessarie all’adeguamento”, afferma Valzelli. “In questo, i partner Oracle trovano supporto nella nostra azienda, che mette a loro disposizione strumenti e momenti di aggiornamento e formazione su questi temi”. “Ibm Italia Servizi Finanziari, società posseduta al 100% da Ibm, fornisce ai partner e ai clienti Ibm risorse finanziarie per acquistare tecnologia”, precisa Chiarito. “Da tempo ci siamo adeguati a Basilea 2, in particolare al pilastro dei requisiti patrimoniali minimi che le aziende devono avere e usiamo la tecnologia per valutare i clienti. Stiamo sensibilizzando clienti e partner a seguire le dinamiche, li stiamo abituando a interagire con noi usando nuovi criteri a livello di bilancio e di comunicazione delle informazioni”. I vendor promuovono il canale per la sua capacità nell’aiutare le imprese clienti ad attrezzarsi tecnologicamente per trasformare Basilea 2 in un’opportunità per il loro business. “Il canale che si occupa della vendita di soluzioni gestionali Erp ha compreso l’importanza di Basilea 2 come opportunità per posizionare al meglio l’offerta tecnologica e applicativa di Microsoft Business Solutions”, ammette Ziveri. “I partner che commercializzano soluzioni applicative nel midmarket hanno già una buona preparazione in merito e stanno sollecitando e i clienti in questo senso”. “I nostri partner sono pronti ad aiutare le imprese ad affrontare questa sfida, facendo leva, oltre che sulla tecnologia e le applicazioni Oracle, anche su iniziative di formazione”, dice Valzelli. “I partner di Sap sono un importante punto di contatto con le Pmi, l’obiettivo è quello di essere un reale motore di innovazione, sviluppo e competitività del mercato”, afferma Pasotti. Anche il canale Ibm, secondo Chiarito, vuole imporsi sempre più come diffusore di tecnologia, per supportare le aziende nelle trasformazioni.

Per finire, quali sono le soluzioni che i vendor intervistati da CRN propongono alle Pmi per adeguarsi a Basilea 2? “Microsoft fornisce una piattaforma tecnologica integrata per consentire alle aziende di soddisfare i parametri richiesti da Basilea 2 e di ottenere rating migliori da parte del sistema creditizio”, spiega Ziveri. “Le Pmi possono contare su un’infrastruttura server (dal sistema operativo con Small Business Server al database con SQL Server) e desktop (con Windows Xp SP2) avanzata e sicura, su soluzioni per la produttività con Office System, fino alle soluzioni per la gestione del business di Microsoft Business Solutions (Navision e Axapta)”. “Sul fronte applicativo Oracle copre le esigenze grazie a Oracle E-Business Suite, offerta di software per le aree aziendali della contabilità, gestione delle risorse umane, produzione, relazioni con i clienti e i fornitori”, afferma Valzelli. “Alle Pmi Oracle propone Oracle E-Business Suite Special Edition, che è un adattamento della soluzione enterprise alle esigenze delle imprese di minori dimensioni. Oracle E-Business Suite Special Edition ha moduli e funzionalità adatti alle Pmi e propone strutture preconfigurate che facilitano l’implementazione e la gestione”. “Basilea 2 forzerà le Pmi italiane a dotarsi di software gestionali per programmare e governare la capacità storica e prospettica di generare cassa a sufficienza per ripagare i debiti, la capacità di produrre un’informazione finanziaria di qualità e tempestiva, la struttura finanziaria e l’accessibilità ai mercati finanziari”, commenta Pasotti. “Le soluzioni Sap per le Pmi rispondono a questi requisiti e mettono il management dell’impresa in condizione di reagire velocemente alla volatilità dei mercati finanziari, grazie a una politica di pianificazione finanziaria e di simulazione interna per il monitoraggio dei propri indicatori reddituali e patrimoniali”. “Ibm con la propria tecnologia, con software e servizi propone soluzioni adatte ad attrezzarsi dal punto di vista contabile e finanziario alle nuove esigenze, afferma Chiarito. “Ibm Italia Servizi Finanziari grazie a leasing e altre forme di finanziamento consente alle aziende di ottenere crediti da investire in It per adeguarsi alle richieste delle nuove normative”.

Le nuove norme non spaventano i Var da noi intervistati, che si sono già attrezzati. “Quanto indicato nelle direttive raccolte dal comitato di Basilea avrà un impatto anche su di noi”, dichiara Massimo Monteleone, Direttore Finanziario Consultechnology. “Abbiamo ha affrontato l’argomento per tempo e ha inserito nella propria struttura un direttore finanziario che sta contribuendo alla riorganizzazione della parte finanziaria e amministrativa dell’azienda grazie alla propria professionalità maturata in banca nell’area crediti. Fra gli obiettivi ci sono quelli di migliorare la comunicazione banca-impresa e renderla più trasparente, agire sulle metodologie di programmazione finanziaria per rendere l’azienda più solida per quindi migliorare e monitorare il rating. Al momento non riteniamo che ci siano mutamenti né con i fornitori né con i clienti, ma abbiamo impostato il nostro budget triennale in funzione dei cambiamenti imposti da Basilea”. “Siamo pronti a farci esaminare – dice Alessandro Chiappini, Amministratore Delegato di Tc Sistema Servizi -, non richiederemo un rating a un’agenzia, ma ci sottoporremo volentieri all’analisi dai sistemi di rating interni di cui si stanno dotando i grandi istituti bancari”. “Speriamo che cambi qualcosa nel rapporto con i nostri fornitori”, aggiunge Chiappini. “Riteniamo saggio che chi concede un credito si comporti come chi della concessione di credito vive per mestiere, come le banche. Desideriamo che i fornitori ci valutino con loro sistemi di rating o che ci facciano valutare da assicuratori del credito, in base ai nuovi criteri proposti dagli accordi di Basilea 2. Una fornitura concessa a credito con sistemi di valutazione certi e omogenei può solo migliorare la qualità del mercato in cui si opera. Per quanto concerne il nostro concedere credito ai clienti, già oggi quando apriamo un rapporto commerciale ci sforziamo di visitare spesso la sede del cliente, di conoscere più persone del management e facciamo valutare attentamente i dati di bilancio”.

Attrezzarsi tecnologicamente, secondo le due società, è strategico per le aziende clienti in rapporto all’adeguamento a Basilea 2. “L’esigenza è sentita, ma le aziende procrastinano gli investimenti in attesa di maggiore chiarezza”, precisa Monteleone. “Le maggiori necessità sono identificabili in sistemi di software che ricalcolino internamente i rating aziendali, anche se da soli non bastano a risolvere il problema. Andrebbe a volte rivisto l’intero sistema gestionale amministrativo aziendale per aggiornare continuamente il proprio rating e intervenire con azioni migliorative”. Anche Chiappini sottolinea l’importanza, per le aziende, di attrezzarsi tecnologicamente: “Un sistema informatico rabberciato alla meglio – afferma -, un sistema contabile di scarsa qualità, un management impreparato che non sappia far capire alla banca o al finanziatore il reale andamento dell’azienda e che l’andamento è sotto controllo, può produrre una valutazione scorretta e negativa da parte dell’istituto di credito”. “Siamo già attrezzati per fornire consulenza professionale e per seguire progetti di personalizzazione delle soluzioni software gestionali già adottate dalle aziende”, puntualizza Monteleone. “In termini applicativi – dice Chiappini – possiamo fornire come Asp soluzioni che consentiranno alle aziende di dimostrare ai finanziatori di possedere conoscenze dei clienti e del mercato in cui operano e di mantenere l’informazione sempre aggiornata e fruibile, ma anche sistemi di controllo da remoto che permettano all’azienda di dimostrare la loro piena operatività e di rilevare persino le minime anomalie”.

Autore: ITespresso
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