Basta pubblicità sui siti dediti alla pirateria

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Un’iniziativa anti pirateria, a cui aderiscono Google, Microsoft e Yahoo!, mette nel mirino i siti Web legati alla pirateria che traggono profitto dall’advertising online

Stop ai profitti derivanti dalla pubblicità sulla musica e sui video illegali. Un’iniziativa anti pirateria mette nel mirino i siti Web legati alla pirateria che traggono profitto dall’advertising online. Verrà tagliato quanto guadagnano dalla pirateria, visto che questi siti offrono illegalmente contenuti digitali gratis, ma vivono grazie all’advertising online.

Aderiscono all’iniziativa i colossi Google, Microsoft e Yahoo!. Finora molti detentori di diritti avevano cercato di far rimuovere contenuti digitali dai siti pirati. Ma come dimostra il flop della Legge Hadopi in Francia, costretta a rinunciare ai tre strikes, la lotta alla pirateria è infinita, mentre la richiesta di rimozione è effimera, perché spuntano nuovi siti come funghi.

La nuova iniziativa anti pirateria vuole “affamare il cavallo”: impedire il rifornimento di introiti pubblicitari ai siti-pirata che violano il copyright. Il network advertising verrà avvertito se un sito è pirata, e se verrà confermata la violazione del diritto d’autore, il sito responsabile perderà la pubblicità.

Lo scherma prende forma dalle “linee guida alle best practice” ed è supportata dal coordinatore Intellectual Property Enforcement del governo USA.

Secondo l’inglese Ofcom l’1,6% degli utenti sono heavy-user responsabili dell’80% della pirateria. Secondo Deloitte per FIMI, nel primo trimestre del 2013, la domanda digitale è salita complessivamente del 13% e copre ora il 35% del mercato discografico. Il mercato del download (iTunes, Amazon MP3 eccetera), ormai maturo, si amplia dell’11% (tra singoli e album) e detiene il 63% del totale digitale; ma, il debutto sul mercato di nuovi servizi digitali come Deezer e Spotify, lo streaming cresce del 28% e tocca il 26% dei fatturati digitali totali.

Ma la pirateria affligge ancora il comparto: secondo la Fapav, la condivisione di 385 milioni di file illegali, nel solo audiovisivo, ha arrecato danni per circa 500 milioni.

In Italia AgCom sta preparando una direttiva di enforcement del copyright.

Stop all'advertising ai siti pirata
Stop all’advertising ai siti pirata 

 

Autore: ITespresso
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